IRAQ. ISIS cerca lo scontro con gli USA a Mosul

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In rete si moltiplicano i canali in lingua persiana o urdu, ma siamo propensi a pensare che alcuni siano dei Talebani e questo è molto interessante perché significa che anche i Talebani stanno avendo sostegno economico visto che si è intensificata molto nelle ultime 8 settimane la loro attività social. Anche i canali che diffondono le notizie ufficiali di ISIS aumentano in tutte le lingue e ritorna dopo molto tempo il sito ufficiale ISIS: Isdarat. Il sito offre gli aggiornamenti video e notizie dello Stato Islamico, nonché tutti i servizi fotografici da tutte le province dello Sham.

Continua serrata la comunicazione per tentare di arruolare i palestinesi in ISIS: per loro nascono canali dedicati che parlano male in primis di Hamas. Sempre dal punto di vista della comunicazione ISIS, si fa sempre più spinta la campagna di odio verso la Turchia. Forte ancora la pressione sui canali yemeniti che ritornano dopo la cancellazione; ISIS sta puntando molto sull’internazionalità dello “Stato”. Sempre in tema di Yemen viene riportato un vecchio documento scritto per i combattenti yemeniti. E ancora molti gli articoli, o post, dedicati al “chiarimento” tra i buoni e i cattivi amici del Califfato. Tra i veri seguaci di Allah, ISIS, e chi dice di esserlo e non lo è: tutti gli altri sunniti e sciiti.

In Iraq, ISIS continua ad attaccare con droni in diversi quartieri della città di Mosul, come a Dumez, attacchi poi che ricevono un comunicato e vari post con le immagini dell’attacco. Un account non di ISIS ha spiegato che per ISIS la vera battaglia di Mosul si giocherà sul lato ovest perché in quell’area ci sono le truppe americane a terra pronte a scontrarsi con gli uomini di ISIS. Gli account pro ISIS invece hanno diramato reportage fotografici in cui si vede la base militare americana di artiglieria sita a nord di Mosul. Artiglieria, scrivono gli account che spara a est e a ovest di Mosul. Nel frattempo ISIS continua a mietere vittime uccidendo e applicando il fuoco alle caserme dei soldati delle milizie sciite a sud ovest di Mosul. Gli agguati normalmente avvengono di notte. E dopo aver colpito ISIS si ritira. L’obiettivo dunque non è conquistare il territorio ma rallentare l’avanzata dell’esercito, destabilizzare.

Il groviglio Siria riesce a stupire sempre più. Ci sarebbero tunisini che combattono al fianco delle truppe di Assad; Ankara si coordina con Washington per creare la zona di sicurezza e chiede il supporto dei Pesi del Golfo, nonostante Assad abbia detto no, e i russi “ni”.

Redazione

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