IRAQ. I curdi fanno da tramite tra gli sciiti di Baghdad e quelli di Teheran

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Nella social sfera irachena in questi giorni è stata data grande rilevanza alla visita di Massoud Barzani, capo del primo partito curdo, il Partito Democratico Curdo, a Baghdad. La visita di Barzani sembrerebbe essersi incentrata sugli incontri con i leader filo iraniani: Barzani dovrebbe anche incontrare a Najaf Moqtada al Sadr su richiesta del comandante delle Guardie rivoluzionarie iraniane, il generale Qassim Soleimani che avrebbe affidato a Barzani il compito di aprire un dialogo tra lui e Sadr vista l’attuale ritrosia del leader sciita nei confronti del comandante iraniano. L’obbiettivo finale sarebbe quello di convincere Sadr ad acconsentire alla nomina di Falih Fayadh come ministro degli Interni iracheno. 

Il ministro della Ricostruzione e dell’edilizia abitativa del governo federale curdo, Bankan Rikani, membro della delegazione della regione del Kurdistan a Baghdad guidata da Barzani, ha dato un’altra versione dicendo che: «Le forze politiche irachene hanno invitato il presidente Barzani ad avviare l’apertura di un ufficio a Baghdad, non per risolvere i problemi tra Erbil e Baghdad, ma per risolvere la crisi irachena nel suo insieme, sia che si tratti di problemi politici o economici o altro (…) Barzani non ha ancora risposto a questa iniziativa e ha chiesto di dargli la possibilità di pensarci». Nel frattempo in un chiaro segno di miglioramenti nelle relazioni tra Erbil e Baghdad, il governo iracheno ha deciso questa settimana di unificare le tariffe doganali tra le due parti e riprendere le esportazioni di petrolio da Kirkuk fino al porto turco di Ceyhan attraverso un oleodotto di proprietà del governo provinciale.

Resta da vedere se dopo la visita di Barzani si scioglierà un altro nodo cruciale tra Erbil e Baghdad, il ritorno delle forze curde nella provincia di al Tameem nel governatorato di Kirkuk, cacciate con un’operazione militare voluta dall’ex premier Abadi nel periodo post referendum per l’indipendenza curda. 

Intanto si osserva in questi giorni una escalation nel conflitto tra Moqtada al Sadr e i blocchi sunniti. Il leader dell’Asse Nazionale Ahmad al-Jubouri minaccia di denunciare Sadr per calunnia nel caso in cui il politico non riveli i nomi dei politici accusati di compravendita di posizioni ministeriali. In oltre, con un gesto molto significativo, l’Alleanza dell’Asse Nazionale guidata da Khamis Khanjar ha domandato al primo ministro Adel Abdul Mahdi di rinnovare per un secondo mandato Qasim Araji come ministro degli Interni. Si noti che prima della crisi, i blocchi sunniti si erano concentrati sul ministero della Difesa lasciando il ministero degli Interni alle dispute sciite.  

Lucia Giannini