IRAQ. Gli Accordi di Abramo e il Picasso iracheno

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Chissà cosa pensa Dia al-Azzawi del riconoscimento di Israele da parte degli Emirati Arabi Uniti, dal Bahrein e a seguire forse dell’Oman. Azzawi è un artista iracheno, forse non molto noto al pubblico italiano eppure nel mondo arabo è noto come il Picasso iracheno.

Nato in uno dei quartieri più antichi di Baghdad nel 1939, quest’anno ha compiuto 81 anni. Diventato maggiorenne durante l’indipendenza degli stati mediorientali, ha vissuto le ricadute delle rivoluzioni sociali e dei regimi anti-occidentali.

Dopo aver studiato archeologia al College of Arts di Baghdad, ha continuato i suoi studi presso l’Istituto di Belle Arti della capitale irachena. Il suo lavoro di archeologo e curatore ha fortemente influenzato la sua pratica artistica

Tra il 1966 ed il 1973 ha prestato il servizio militare e come innumerevoli soldati prima e dopo di lui, ha assistito a molti eventi traumatici, che potrebbero aver contribuito a motivarlo nel mettere in luce i diseredati. Nel 1969, ha co-fondato il gruppo di artisti New Vision (Al-Ru’yah al-Jadida) con Rafa Nasiri, Mohammad Muhriddin, Ismail Fattah, Hachem al-Samarchi e Saleh al-Jumaie.

New Vision ha cercato di unire gli artisti su questioni di ideologia e cultura piuttosto che su stile e tecnica. Ha fatto propria la causa palestinese e si è adoperato per aumentare la consapevolezza sulle questioni sociali che interessano la comunità panaraba. Al-Azzawi si stabilì a Londra nel 1976, azione che segnò un cambiamento nel modo in cui vedeva il mondo

All’età di 81 anni, oggi Azzawi divide il suo tempo tra Londra e Doha. E resta sempre intatta la sua missione di artista: dare una voce ai senza voce.

Il suo lavoro si trova nelle collezioni permanenti del Museum of Modern Art di Baghdad, della Tate Modern di Londra, della Barjeel Art Foundation di Sharjah e del Mathaf Arab Museum of Modern Art di Doha, tra gli altri. Tra le sue opere più famose da segnalare è il suo affresco Sabra e Shatila (1982-83).

Lucia Giannini