Iraq alle urne

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IRAQ – Baghdad. 30/04/14. Urne aperte in Iraq dalla mattina del 30 aprile fino a tarda sera tra ingenti misure di sicurezza alla luce delle tensioni e dei problemi di sicurezza nel Paese.

Sono più di venti milioni gli iracheni aventi diritto di voto che potranno scegliere i loro rappresentanti in parlamento; 328 i seggi aperti e 9.039 sono i candidati.
Tra i favoriti il primo ministro uscente Nuri al-Maliki che guida una lista che conta di portarsi a casa il favore di 90 dei 328 seggi in parlamento, in questo modo potrebbe dare vita a un nuovo governo, ma gli alleati più importanti di al-Maliki hanno preferito attaccarlo, cercando di batterlo. Tra di essi ci sono Moqtada al Sadr, il leader del movimento sadrista e Ammar Hakim, capo del “Consiglio Supremo islamico”, protagonista della caduta del primo ministro uscente.
In campo e molto agguerriti i sostenitori dell’Alleanza Nazionale, guidati da Ibrahim al-Jaafari, che hanno giocato la campagna elettorale sull’importanza delle elezioni e sulle ambizioni degli iracheni di creare un vero regime democratico. Mentre il capo del governo della regione del Kurdistan, Barzani che ha votato nella città di Erbil, ha detto che «le elezioni cambieranno la mappa politica in Iraq». Ammar al-Hakim ha annunciato che ci sarà una squadra forte e omogenea che vuole costruire un nuovo Iraq.
Da parte sua, il Vice Primo Ministro per l’Energia Hussain al-Shahristani, candidato alle elezioni, ha detto che questa tornata elettorale è la vera risposta al terrorismo e ha dimostrato che gli iracheni si sentono responsabili del loro futuro e che alle urne si sono presentate persone di tutte le età.
La Commissione elettorale per le elezioni di al Anbar ha riferito che più di mezzo milione di elettori possono esprimere il loro voto oggi in 1.234 seggi elettorali.
E ha aggiunto, che le condizioni della provincia finora sono state sicure e stabili e non vi sono state segnalazioni di malfunzionamento delle schede elettroniche.