IRAQ. Curdi in fuga da Kirkuk

72

Curdi in fuga di Kirkuk, oggetto movimenti controllati di Baghdad. Gli Stati Uniti potrebbero fermare il programma di addestramento ed equipaggiamento per le forze irachene se l’esercito di Baghdad continuasse la sua offensiva contro i curdi iracheni nel nord del paese.

Foto e filmati postati in rete da Kirkuk narrano una storia diversa quella ufficiale raccontata dal mainstrem mediatico mondiale: grande fuga verso Erbil di civili (nella foto) dai “movimenti controllati” delle milizie sciite di Baghdad e scontri a fuoco violenti in città. I post narrano di violenze fatte sui civili curdi dalle milizie sciite appoggiate da Baghdad al limite della “pulizia etnica” e anche religiosa in questo caso.

Il rischio che il Crescente Sciita, dalla Persia al Mediterraneo, diventi una realtà tangibile potrebbe essere vicino. Inoltre, occorre chiedersi, se si tratta di normali operazioni del governo centrale e non della nuova fase della lotta etnica tra curdi e Baghdad, perché minacciare di sospendere addestramento e rifornimenti?

Stando a quanto riporta DefenseNews, la task force a guida Usa al comando delle operazioni in Iraq e Siria ha esortato tutte le parti ad evitare l’escalation delle operazioni, ma ha cercato di sminuire la presenza di veicoli militari iracheni a Kirkuk definendoli come «movimenti coordinati, non attacchi», e ha definito gli scontri a fuoco come «un malinteso non voluto». L’ambasciata irachena a Washington ha anche rilasciato una dichiarazione in cui si afferma che il dispiegamento delle forze di sicurezza federali a Kirkuk da parte di Baghdad «è una misura legale e costituzionale presa in coordinamento con le forze di sicurezza locali».

Baghdad ha detto che vuole «evitare qualsiasi scontro nel ristabilire l’autorità federale e si sforza di prevenire lo scoppio della violenza» e ha messo in guardia sulle «cattive intenzioni delle milizie di partito al di fuori della struttura di sicurezza a Kirkuk». Gli Usa hanno detto che nessuna loro forza militare era coinvolta nelle operazioni a Kirkuk, ma ha detto che i consiglieri statunitensi erano «nelle vicinanze», come è stato fatto da mesi nell’assistere l’Iraq nella lotta contro lo Stato islamico.

Tuttavia, se le forze irachene non avessero cessato l’offensiva, Washington ha ricordato la possibilità di bloccare le forniture e l’addestramento. Attualmente ci sono più di 5.000 soldati statunitensi in Iraq. Le vendite di armi degli Stati Uniti d’America all’Iraq sono arrivate a 26 miliardi di dollari tra l’11 settembre 2001 e il 2015; nel 2016 e nel 2017 sono state annunciate forniture di circa 4,8 miliardi di dollari. Gli Stati Uniti hanno fornito attrezzature e addestramento al governo iracheno per combattere Isis e proteggersi dalle minacce esterne, ma ci sono state voci non confermate e notizie secondo cui le forze iraniane starebbero usando carri armati M1 Abrams forniti dagli Stati Uniti a Baghdad contro le forze curde Peshmerga a Kirkuk.

Graziella Giangiulio