IRAQ. Cresce la produzione di greggio a maggio

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Secondo il portavoce ufficiale del Ministero del Petrolio Assem Jihad, le esportazioni medie di greggio iracheno verso i mercati mondiali sono state pari a 3.572 milioni di barili al giorno nell’appena trascorso mese di maggio, passando per il porto di Ceyhan, nel sud dell’Iraq e in Turchia.

La media totale del tasso giornaliero delle esportazioni ammontava a 3,572 milioni di barili, ha detto Jihad in un comunicato stampa, spiegando che 3,441 milioni di barili vengono esportati dal porto di Bassora, 102.000 barili dal porto di Ceyhan e 29.000 barili dal giacimento petrolifero di Qayyarah riporta il quotidiano egiziano Asharq Al Awsat.

«L’Iraq ha esportato 106,6 milioni di barili dai giacimenti petroliferi centrali e meridionali del paese, e 3,16 milioni di barili dalla provincia settentrionale di Kirkuk, oltre a 894.528 barili di petrolio dal giacimento petrolifero di Qayyarah nella provincia settentrionale di Niniveh», ha aggiunto.

Il ministero del Petrolio ha anche sottolineato che le esportazioni di petrolio irachene hanno raggiunto entrate finanziarie superiori a 7,384 miliardi di dollari, e il prezzo medio di vendita è stato di 66,6 dollari al barile sempre nel mese di a maggio 2019.

Il ministero ha revocato lo stato di emergenza dichiarato al giacimento petrolifero di Majnoon come misura precauzionale dopo la fine dei rischi di inondazioni che hanno spazzato il paese durante le attuali stagioni primaverili e invernali appena trascorse.

Le inondazioni non hanno avuto un impatto importante sulla produzione del campo, che è di 240.000 barili al giorno, aveva detto il ministro del Petrolio Thamer Ghadhban in una dichiarazione rilasciata il 1 giugno scorso.

La Basra Oil Co., gestita dallo Stato, ha rilevato le operazioni sul campo dopo il ritiro della Royal Dutch Shell lo scorso anno. L’Iraq ha annunciato una serie di piani per aumentare la produzione di Majnoon portandola a 450.000 barili al giorno (bpd) nel 2021.

Lucia Giannini