IRAQ. Bombe e omicidi mirati: la nuova politica ISIS 

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In Iraq, la presenza di Daesh è tornata prorompente, nonostante dichiarazioni della sua sconfitta militare, il Califfato è tornato alle tattiche destabilizzanti degli inizi e purtroppo con successo. 

ISIS ha continuato a colpire la zona sunnita nel centro del paese, dove è pesante la presenza di milizie sciite che dovrebbero controllare il territorio. Il volume delle informazioni che ISIS ha fornito ha dato sempre una copertura completa del singolo evento, dalla rivendicazione al comunicato, al comunicato interno, in maniera da amplificare la sua presenza in rete. 

Daesh ad esempio ha rivendicato l’uccisione e il ferimento di miliziani sciiti con l’esplosione di una bomba nel quartiere degli ingegneri a Baji; ha colpito le caserme delle milizie sciite con armi leggere sul ponte di Shawish nell’area di Al Fathat, nord di Baji; ha colpito un mezzo delle milizie sciite nel quartiere Al Muhandseen, nella zona di Baji ferendone e uccidendone diversi.

Ma l’elenco delle operazioni prosegue copioso e diffuso in tutte le aree del paese: Daesh ha rivendicato l’uccisione di tre miliziani sciiti e il ferimento di altri nel villaggio di Shabali, zona di Shirqat; ha fatto esplodere la casa di un poliziotto iracheno nel quartiere di Al Mazarie, zona di Yathrib, nord di Baghdad. Successivamente, Daesh ha pubblicato le foto delle spoglie di guerra dell’attacco contro l’esercito iracheno a Salman, zona di Tarmiyah a nord di Baghdad, per dimostrare che la sua presenza è tornata a esser ubiqua.

ISIS ha rivendicato la distruzione di un mezzo delle Milizie popolari per l’esplosione di un IED nell’area di Jallam Aldor, sud di Tikrit. Successivamente, come detto all’inizio, Daesh ha affermato di aver colpito un mezzo delle milizie sciite per l’esplosione di un IED distruggendo un mezzo nella zona di Jallam Aldor, sud di Tirkit facendo morti e feriti, amplificando così la comunicazione dell’evento. 

Lo stesso schema è stato seguito a Tikirit. Daesh ha rivendicato la distruzione di un mezzo che trasportava membri della milizia sciita per l’esplosione di un IED sull’autostrada Baghdad-Mosul, nell’area di Al Hajaj, zona nord di Tikrit. Sono stati poi segnalati cinque civili morti e 17 feriti per l’esplosione di autobomba nel centro di Tikrit. Daesh ha quindi rivendicato l’attacco suicida contro gli sciiti che ha fatto 30 morti e feriti a Tikrit. 

Non c’è solo Daesh nella zona della capitale. In effetti ci sono stati anche scontri tra sciiti e sunniti: le milizie sciite, ad esempio nei giorni scorsi,  hanno aperto il fuoco contro la casa di un poliziotto a Sadr City, zona est di Baghdad. 

La rete è invasa di reportage fotografici di operazioni ISIS: molto cliccato è stato un reportage fotografico di Daesh sull’arresto e l’esecuzione di tre membri dell’esercito iracheno a Khirbet Hammad, zona di Qayyara.

Daesh ha rivendicato il ferimento di un miliziano sciita sparandogli a Marta, zona di Hawija a Kirku. Daesh ha affermato di aver colpito un miliziano sciita nel villaggio di Marta a est di Haiwija, zona di Kirkuk, uccidendolo.  Daesh ha rivendicato il danneggiamento di un Hummer della polizia federale per l’esplosione di un IED nel villaggio di Hassan Chalal, vicino Daquq, zona di Kirkuk.  

Tommaso dal Passo