IRAQ. Bassora affonda nei pozzi neri

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Una volta soprannominata la “Venezia del Medio Oriente” per i suoi canali, la città irachena di Bassora sta lentamente morendo di sete.

I suoi corsi d’acqua, che tanto ricordavano Venezia, sono divenuti ora pozze d’acqua stagnante.

Il fiume Shatt-al-Arab, che la attraversa, è talmente inquinato da costituire una minaccia mortale per oltre 4 milioni di abitanti di quella che è la seconda città irachena. L’acqua del fiume è inquinata da diversi agenti inquinanti come germi, prodotti chimici, alghe tossiche e concentrazioni di sale senza precedenti, simile a quelle presenti nel mare, riporta Reuters. 

Il livello di contaminazione dello Shatt-al-Arab è quadruplicato negli ultimi 10 anni e sta aumentando, mettendo sempre più la popolazione a rischio.

La vita quotidiana, raccontano i numerosi post sui social media, è caratterizzata anche da fognature aperte e strade piene di mucchi di spazzatura; mentre i residenti hanno recentemente organizzato alcune delle più grandi proteste degli ultimi anni, in Iraq. Il contrasto con la ricchezza di petrolio dell’area è stridente.

Il governo dà la colpa alla crisi dei finanziamenti pubblici, causata da anni di bassi prezzi del petrolio che hanno messo in difficoltà una città che è stata una calamita per i turisti mediorientali, fino all’inizio degli anni Ottanta del secolo scorso. Con un salario medio di 10.000 dinari iracheni al giorno, se ne spendono circa cinquemila per il cibo e per acquistare circa 500 litri d’acqua, sufficienti per far bere una famiglia, ma non per poterli usare per lavarsi o per altri usi domestici.

Alla confluenza tra Eufrate e Tigri, all’estremità meridionale e paludosa dell’Iraq, Bassora è una delle poche città del Medio Oriente priva di un efficace sistema di trattamento delle acque.

Aveva un’infrastruttura sanitaria avanzata negli anni Sessanta, ma l’equilibrio si è rotto e oggi i corsi d’acqua sono veri e propri pozzi neri.

Nelle proteste i residenti hanno detto che la crisi idrica si è aggiunta ai danni causati dalla rottura delle infrastrutture causata da anni di sotto-investimenti, prima sotto Saddam Hussein e poi sotto i successivi governi sciiti.

Gli abitanti di Bassora dicono che il sale che penetra nell’acqua l’ha resa imbevibile, mandando in ospedale circa 90.000 persone, con picchi di 4.000 persone al giorno.

Per migliorare l’approvvigionamento idrico, Baghdad sta costruendo un impianto di trattamento delle acque e un complesso di desalinizzazione grazie a un prestito giapponese, che sarà completato entro la fine dell’anno.

Graziella Giangiulio