IRAQ. Baghdad compra altri T90 russi

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L’esercito iracheno ha ricevuto decine di carri armati avanzati T-90 dalla Russia (foto grande) a seguito di un importante accordo concluso tra Mosca e Baghdad l’anno scorso.

Il ministero della Difesa iracheno, in una dichiarazione rilasciata lo scorso 7 giugno, ha annunciato di aver preso in consegna 39 carri armati, aggiungendo che i veicoli corazzati da combattimento erano stati distribuiti tra due battaglioni di una brigata dell’esercito. Nella dichiarazione si afferma che il personale militare iracheno è già stato addestrato da esperti russi a far funzionare i carri armati, riporta Press Tv.

Il capo di stato maggiore dell’esercito iracheno, generale Othman al-Ghanimi, aveva già dichiarato, il 19 febbraio, che l’esercito del suo paese aveva ricevuto 36 carri armati T-90 di fabbricazione russa. Il T-90 è un carro armato russo di terza generazione costruito sul collaudato progetto del carro sovietico T-72. È tra i carri armati più venduti al mondo, ed è noto per la sua potenza di fuoco, una maggiore protezione e mobilità. Il T-90 dispone di un cannone 2A46M da 125 mm ad anima liscia, che può sparare sia proiettili perforanti l’armatura dei carri nemici che missili anticarro.

Questo avanzato carro armato è, inoltre, dotato di sofisticate corazzature che assicurano una protezione completa dell’equipaggio e dei sistemi critici, tra cui armature reattive esplosive e dispositivi ad infrarossi attivi per difendersi da granate in entrata azionate da razzi, missili anticarro e altri proiettili.

Le forze armate indiane, algerine e azerbaigiane hanno acquistato centinaia di carri armati T-90 negli ultimi anni. Anche Kuwait, Vietnam ed Egitto hanno manifestato un forte interesse per l’acquisto del carro armato. L’esercito iracheno prevede di rafforzare la sua flotta di carri armati M1A1 Abrams con i T-90. Negli anni di guerra con le forze dello Stato Islamico, un gran numero di carri armati americani M1A1 Abrams (foto piccola) sono stati danneggiati ed ora Baghdad ha la necessità di rimpiazzarli.

Tommaso dal Passo