IRAQ. Anche la Nuova Zelanda lascia il paese

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La Nuova Zelanda ritirerà le sue truppe dall’Iraq nel corso del prossimo anno e lo farà «a fianco dell’Australia», dice il suo ministro della Difesa. Dal 2015, la Nuova Zelanda ha dispiegato personale a fianco delle forze australiane per addestrare i soldati iracheni al campo Taji, a nord di Baghdad; attualmente sono presenti 95 istruttori neozelandesi alla base.

Il 10 giugno il governo neozelandese ha annunciato che il contributo della nazione alla missione si sarebbe concluso l’anno prossimo, con le truppe da ritirare gradualmente entro giugno 2020. «L’obiettivo di qualsiasi missione di formazione è quello di garantire che diventi un programma sostenibile (…) Sono stati compiuti progressi significativi in questo settore, che permetteranno alla missione di ridursi in numero e di concludersi entro il prossimo anno (…) Ora si tratta di tutoraggio e formazione dei formatori e poi, insieme all’Australia, di uscire e avere un piano di uscita. Non è solo la Nuova Zelanda che si sta ridimensionando (…) Noi ci ridimensioneremo insieme a loro, lavorando con loro, non solo allontanandoci dalla missione», ha detto il ministro della Difesa Ron Mark ribadendo che che il ritiro della Nuova Zelanda non è unilaterale, riporta il Canberra Times.

Il primo ministro neozelandese Jacinda Ardern ha detto: «Penso che il loro impiego sia cambiato, ma non sta a me mettere una data definitiva sulla loro decisione», ha detto di aver discusso il ritiro della Nuova Zelanda con il primo ministro australiano Scott Morrison. Il governo australiano ha preso in considerazione il futuro del Task Group Taji, ma non ha fatto alcun annuncio formale.

Nel campo ci sono circa 300 membri delle Forze di difesa australiane. Soldati australiani e neozelandesi hanno addestrato insieme circa 44.000 soldati iracheni per combattere lo Stato islamico nel campo dall’inizio della loro missione.

Il governo neozelandese ha anche annunciato sempre il 10 giugno l’intenzione di estendere la sua missione in Afghanistan, sebbene riduca il suo personale da 13 uomini a 11 e cambiando la natura del loro impiego.

Maddalena Ingrao