ISIS blocca l’esercito regolare ad Anbar

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ITALIA – Roma 13/12/2104. L’esercito iracheno ha incontrato una forte resistenza dello Stato Islamico in tutta provincia di Anbar.

Lo sforzo dei regolari iracheni  di riprendere Hit è stato fermato, con una serie di agguati che hanno colpito le forze d’assalto. Lo Stato islamico è stato in grado di respingere l’esercito di Baghdad fuori dalla zona e riprendere il distretto al-Dolab, a 7 miglia da Hit. Inoltre, i resti dei Figli dell’Iraq non hanno ricevuto il sostegno che il governo gli aveva promesso loro, come risultato, ci sono state segnalazioni di gruppi appartenenti a queste forze tribali che hanno interrotto i loro messaggi completamente circondati e a corto di munizioni. Da fonti aperte si registrerebbe un crescente sospetto tra le tribù sunnite della provincia verso il governo centrale in quanto la maggior parte del sostegno che avrebbero dovuto ricevere (munizioni, forniture) sono state invece inviate verso le milizie sciite.

La strategia dello Stato islamico appare in questo momento incentrata sull’assicurare la provincia di Anbar, rafforzando le linee di comunicazione e iniziando la preparazione dell’attacco alla al-Asad Airbase. La fase di preparazione dell’operazione contro la base aerea probabilmente comporterà fuoco contro la linea di volo per interrompere il supporto aereo alle unità sul terreno. CI saranno, come da copione, imboscate a qualsiasi pattuglia che varchi la soglia della base. L’assedio di al-Asad entra nella fase in cui si cominciano a “stringere le dita” sulle forze della guarnigione.

Questo fatto non fa ben sperare per la ripresa di Mosul, in quanto si incontrerà altrettanta, se non maggiore,  resistenza rispetto a quella di Anbar. Ogni tentativo di riprendere Mosul sarà “attenuato” a causa dell’urgenza di garantire che l’esercito iracheno ad Anbar non collassi. La vicinanza di Anbar a Baghdad aggiunge ancora più pressione sul governo centrale, che sarà ora costretto a utilizzare ancora più forze nella provincia sottraendole a quelle nel nord dell’Iraq e renderà la capitale ancora più vulnerabile. Alla fine, la ricerca del primo ministro al-Abadi di una “rapida vittoria” si potrebbe rivelare una sconfitta costosa. Inoltre, come riporta al Jazeera, l’esercito iracheno non deve aspettarsi un caloroso benvenuto se riesce a riprendere Mosul e la provincia di Ninive.