IRAQ. Allawi potrebbe mollare, se continuassero gli attacchi ai manifestanti

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Il nuovo primo Ministro iracheno, Mohammed Tawfiq Allawi, è stato respinto dai giovani dimostranti iracheni le cui manifestazioni contro la corruzione hanno costretto alle dimissioni il suo predecessore. Inoltre le sue possibilità di gestire le richieste della piazza sono scarse, dato che i partiti che lo sostengono non si preoccupano di portare avanti alcuna riforma, riporta Yaquin Media.

Allawi è il candidato di compromesso concordato dal più potente leader sciita in Iraq, Hadi al-Amiri, l’iraniano di Baghdad, e il chierico sciita Moqtada al-Sadr. Teheran ha accolto con favore la sua candidatura. Il nuovo primo Ministro sa cosa si aspettano al-Amiri e al-Sadr: una distribuzione di ministeri governativi tra i loro sostenitori e l’espulsione delle forze statunitensi dall’Iraq.

Stando a Bloomberg, però, i manifestanti che non lo vogliono, rappresentano anche l’unica speranza di Allawi di poter restare in sella e davanti ai suoi patron. Se riesce a sfruttare la rabbia della piazza e ad abbracciare le loro aspirazioni riformiste, potrebbe guadagnarsi un proprio spazio politico.

La vera prova di Allawi è se può proteggere i manifestanti dalle forze di sicurezza e dalle milizie. Quindi la sua migliore possibilità è quella di cercare il sostegno dell’unico uomo che entrambi temono: l’Ayatollah Ali Sistani.

Allawi ha promesso, quindi, di tenere elezioni sotto la supervisione di osservatori internazionali. I partiti politici, non solo le milizie, hanno interesse a mantenere lo status quo in parlamento e dovranno affrontare una dura resistenza. Il loro superamento richiederà un mix di raffinatezza ben ponderata da parte di Allawi, ma questa potrebbe essere l’unica promessa che il primo Ministro può mantenere.

In quest’ottica vanno letti gli eventi che stanno accadendo in altre città, come recentemente as Najaf, con 13 morti e 100 feriti: uomini riconducibili alle milizie sacriste attaccano i manifestanti con le armi per interrompere le proteste e quindi spezzare quel legame che potrebbe legarli ad Allawi. 

Allawi in un dato momento ha twittato una richiesta al premier uscente, ancora in carica, Mahdi: «Quello che sta accadendo ora è un evento doloroso che mi porta a chiedere ai fratelli dell’attuale governo di svolgere il loro compito di proteggere i manifestanti, fino a quando non si formerà un governo che soddisfi le aspirazioni di tutti gli iracheni e che tragga la sua forza dal popolo e soddisfi le sue legittime e legittime richieste».

In un discorso televisivo del 6 febbraio, ripreso dalla Nina, poi, Allawi ha detto che quello che è successo negli ultimi due giorni nelle piazze della manifestazione è inaccettabile. Ha aggiunto che gli attacchi ai manifestanti lo hanno messo in una posizione critica e che non è possibile in quel momento continuare la missione che ci è stata affidata.

Il primo Ministro designato ha quindi confermato che continuerà a soddisfare le richieste dei manifestanti e ha fissato una data per le elezioni anticipate.

Graziella Giangiulio