IRAQ. A Bassora si beve acqua salata e aumentano i ricoveri 

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Le autorità sanitarie della città di Bassora, nell’Iraq meridionale, hanno chiuso almeno 100 stazioni di dissalazione dell’acqua senza licenza, a seguito di un’epidemia di diarrea e di altri sintomi tra la popolazione locale.

Secondo quanto riporta l’agenzia Rudaw, Zaki Abdulsadda, capo del dipartimento ispezioni sanitarie a Bassora ha detto che la provincia sta vivendo un grave caso di contaminazione delle acque che ha portato a diffusi casi di affezioni diarroiche e problemi gastrointestinali tra la popolazione. «La provincia di Bassora ha subito diversi casi di diarrea dovuti alla contaminazione delle acque e il nostro dipartimento di ispezione ha lanciato una campagna per combatterla», ha detto Abdulasadda.

Almeno 500 persone, fonti social media parlano di  2000 ricoveri e 4000 casi di intossicazioni, sono state ricoverate in ospedale a causa della contaminazione dell’acqua: «Di conseguenza, sono state chiuse alcune stazioni di desalinizzazione che non erano funzionanti in maniera adeguata», ha aggiunto poi che queste stazioni «a parte il lavoro di cattiva qualità, non avevano nemmeno la licenza per lavorare», ha affermato.

Nel frattempo, i funzionari sanitari hanno consigliato ai residenti di seguire rigorosamente le istruzioni sanitarie e bollire l’acqua prima del consumo. Questa notizia arriva poche settimane dopo che la popolazione di Bassora e di altre città del sud è scesa in piazza per protestare contro la mancanza di acqua potabile e di altri servizi pubblici.

Il rappresentante dell’Ayatollah Ali al-Sistani e il principale predicatore di Najaf Abdulmahdi al-Karbalai hanno dedicato la predica del venerdì (23 agosto) a criticare il governo iracheno per non aver risolto il problema idrico di Bassora: «I doveri umani, patriottici e religiosi richiedono che le autorità e le istituzioni competenti lavorino insieme per porre fine alle sofferenze del popolo di Bassora. Invitiamo, inoltre, il governo a trovare una soluzione duratura a questo problema di contaminazione delle acque».

Sempre il 23 agosto, il vicepresidente iracheno Nouri al-Maliki ha twittato che la situazione deve essere affrontata dalle autorità competenti di Baghdad, compreso il ministero delle Finanze. «La crisi dei servizi a Bassora si è prolungata ed è stata approfondita, perciò invito i membri della “Crisis Cell” a recarsi nella provincia di Bassora, a dare seguito alle loro sofferenze e a trovare le soluzioni necessarie», ha scritto l’ex primo ministro.

«Chiedo anche al ministero delle Finanze di trovare gli stanziamenti necessari per risolvere immediatamente la crisi idrica, migliorare l’elettricità e accelerare le risposte alle richieste dei manifestanti», ha aggiunto Maliki.

Attualmente, però, non esiste un ministero delle Finanze: il primo Ministro iracheno Haider al-Abadi ha assunto il controllo del ministero, durante una grave profonda crisi politica che sta bloccando le attività del paese.

Graziella Giangiulio