IRAQ. A Baghdad rimettono le barriere di cemento contro i terroristi

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Prosegue lo scontro politico per il riaffacciarsi di “vecchi volti e vecchie volpi” della politica irachena. I politici dell’Alleanza nazionale guidata da Majid al Dulaimi non vogliono il ritorno di al-Hashemi e Issawi, ex uomini di Talabani e Nuri al Maliki, si ricorda che il secondo è stato ministro per le Finanze. La Coalizione per la Riforma e la Ricostruzione ha condannato l’arresto del suo leader e il capo del movimento di nuova generazione, Shaswar Abdul Wahid. L’uomo è stato poi rilasciato in giornata dalla Corte di as-Sulaymaniyah. 

Secondo fonti del parlamento, gli americani si assumono ruoli che rientrano nella giurisdizione del governo. Ancora nel caos i progetti per la ricostruzione: il ministero della Pianificazione annuncia lo stallo di circa 4 mila progetti, dovuto agli eventi economici e di sicurezza avvenuti dal 2014 fino ai tempi odierni; mentre ben 4 milioni di sfollati sono tornati alle loro case, e circa 465 mila sfollati vivono ancora nei campi profughi.

In Iraq, come già detto escono nuovamente le statistiche sulle malattie e le gravi inefficienze del sistema sanitario: circa 22 mila iracheni, come evidenziato anche nei giorni scorsi, soffrono di talassemia, e il ministero della Salute è incapace di provvedere a trattamenti giornalieri per un così largo numero di pazienti; a Fallujah, Anbar, il centro di protesi riporta che più di 500 civili sono stati feriti come risultato delle operazioni militari in Anbar.

Nel Kirkuk, il fronte turkmeno avverte il pericolo di una nuova crisi, dopo le notizie di un accordo tra il KDP e l’Unione Nazionale per scegliere una personalità adatta alla carica di governatore e nel Ninive l’UNHCR avvisa il governo locale di non tentare rimescolamenti etnici e demografici nelle aree popolate da minoranze della piana di Ninive. 

La situazione nella capitale irachena non è poi così sicura come si vuole far apparire se il governo di Baghdad ha deciso di reinstallare le barriere di sicurezza nelle strade della capitale. Ma se come già detto in report precedenti l’abusivismo affligge la regione della capitale,  il consiglio regionale di Baghdad ha dichiarato il bisogno del governatorato e di altre regioni, di risolvere la mancanza di edifici scolastici, specialmente alcune parti di 3 mila scuole, e avverte di un possibile inasprimento della crisi, tre volte superiore, nell’area intorno alla capitale nel prossimo anno. Proseguono gli incendi: stavolta è andato a fuoco un negozio di casalinghi a Saba’ Abkar, Baghdad.

Resta invariata la drammatica situazione idrica a Bassora: il direttore del dipartimento per la Pianificazione dell’ufficio provinciale di Bassora, Walaa Abdul Karim, afferma la responsabilità del governo centrale per i ritardi nei progetti di desalinizzazione delle acque e le aree intorno ai centri abitati del governatorato di Bassora risultano senza scuole e con acque paludose.

Account social locali riportano l’imposizione di royalties ai conducenti di mezzi pesanti, per una stima di mezzo miliardo di dinari al mese, nelle zone di Akbashiy e e as-Safr a nord est di Baquba, nel Diyala.

Redazione