IRAQ. A Baghdad ci si preoccupa dell’abusivismo edilizio… 

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Secondo la stampa irachena, i partiti e i blocchi parlamentari starebbero cercando di congelare il lavoro dei consigli provinciali, adducendo la mancata fornitura di servizi adeguati alla popolazione. Le due coalizioni di maggioranza in Parlamento, al Fatah e Saairun, vorrebbero in questo modo accentrare il potere dei consigli nelle mani del parlamento federale. 

Tale situazione è stata provocata dal posticipo deliberato delle elezioni provinciali che ha portato gli attuali consigli a superare i termini dei loro mandati quadriennali. 

Stando ai mass media che citano fonti informate non meglio specificate, la commissione elettorale indipendente avrebbe presentato il mese scorso una proposta per fissare una nuova data per le elezioni provinciali per il 9 novembre. La proposta sarebbe stata però respinta dall’alleanza Saairun di Moqtada al-Sadr. Queste fonti sostengono che l’alleanza di Sadr vorrebbe congelare il lavoro dei consigli provinciali per interrompere il controllo del partito Dawa guidato da Nuri al-Maliki essendo la rappresentazione provinciale attuale di al Fatah e di al Saairun appena del 20%.

Se il ministero della Pianificazione Territoriale ha riferito della presenza in Iraq di circa 3 mila e 700 complessi abitativi abusivi, nell’Anbar, la stampa ha denunciato come gli abitanti di Ramadi si ritrovino a fare i conti con i numerosi edifici distrutti e mai ricostruiti in seguito alle operazioni militari nella città ma soprattutto con i residuati bellici ancora presenti tra le macerie. 

Comunque il record dell’abusivismo spetta alla capitale, Baghdad, con 1002 aree abusive seguita da Bassora e Ninive con 700 mentre in ultima posizione ci sono Karbala e Najaf con 98 complessi. 

In tutto il paese, la situazione della fornitura di energia elettrica è molto preoccupante in vista del prossimo periodo estivo e il fatto che l’attuale ministro dell’Elettricità, Luay al Khateeb, abbia nominato il cugino al dipartimento generale della distribuzione dopo le dimissioni dell’ex direttore, non fa che aggravare la situazione già di per sé preoccupante. Collegata alla crisi energetica, c’è quella idrica. Il direttorato delle risorse idriche del governatorato di Diyala ha annunciato una nuova riduzione del volume d’acqua del lago Hamrin in direzione del fiume Diyala.

Redazione