Siti web sbloccati in Iran

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IRAN – Teheran 13/10/2014. Un tribunale iraniano ha revocato il divieto su alcuni siti web, passati prima del giudizio sotto il “filtro” del ministero della Cultura iraniano.

Per Muosa Ghorbani, alto funzionario della magistratura, il verdetto ribadisce che al ministero della Cultura non è consentito filtrare qualsiasi sito web prima delle indagini della magistratura, riporta il sito iraniano Asriran il 13 ottobre. All’inizio di settembre, il ministero della Cultura ha chiuso alcuni siti di informazione che operavano senza licenza. L’azione ministeriale è stata criticata dai conservatori iraniani, dicendo che il ministero aveva preso di mira solo dei siti web conservatori. I conservatori hanno accusato il ministero della Cultura di essersi messo a far rispettare i requisiti solo ai siti web conservatori, ignorando i media riformisti. In Iran, secondo le leggi sulla stampa, tutti i siti web devono essere registrati dal ministero della Cultura. Se il sito ottiene la registrazione, si ha una licenza per andare online. Hossein Entezami, vice ministro della Cultura per i mass media, aveva detto in precedenza, ad ottobre, che oltre 5.000 siti web in Iran stavano operando senza licenza. Entezami ha detto che più di 230 agenzie di stampa e siti web in Iran operano con licenza e che il ministero della Cultura si occupa di chi chiede la licenze per la prima volta «senza pregiudizio».