Censura iraniana politically correct

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IRAN – Teheran 28/07/2014. Il quotidiano riformista iraniano Arman è oggetto di forti critiche per la pubblicazione di una vignetta raffigurante la guerra a Gaza come un partita di ping pong in cui si gioca con la vita di persone innocenti.

Nella sua edizione del 26 luglio, Arman commentava la morte di 1.000 palestinesi, in gran parte civili, e oltre 40 israeliani, per lo più soldati, riporta al Monitor. La vignetta raffigura due giocatori, uno con una maglietta blu e bianca e l’altro rossa, impegnati un partita di ping pong ma invece di una pallina c’è una bomba con una miccia accesa; invece di una rete c’è una donna e due bambini terrorizzati al centro del tavolo; la donna indossa a mo dì di foulard sulla testa una kefiah per rappresentare che si tratta di una famiglia palestinese. Tasnim News Agency è stato il primo giornale conservatore a portare l’attenzione su questa vignetta, accusando Arman di aver «insultato la resistenza palestinese». In genere, queste accuse sono un avvertimento di una imminente chiusura dei quotidiani. Secondo Tasnim, «Ad una prima interpretazione, la persona di fronte a quella con la maglietta che raffigura l’usurpatore sionista (in blu e bianco) potrebbe simboleggiare la resistenza palestinese (in camicia rossa) e in particolare Hamas. Tuttavia, si potrebbe anche pensare che la persona di fronte al sionista sia l’Iran; poiché la maglia indossata è simile a quella della nazionale dell’Iran». Per qualsiasi massmedia suggerire che Iran e Israele stiano giocando con la vita dei palestinesi è un grave accusa. L’articolo di Tasnim critica la rappresentazione di chi combatte Israele, cioè Hamas e altri gruppi armati. È interessante notare che negli archivi on line di Arman non c’è più traccia dell’intera edizione con la vignetta.