IRAN. Tutti i soldati americani sono terroristi 

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Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha firmato un disegno di legge il 30 aprile, dichiarando tutte le forze statunitensi in Medio Oriente terroristi e chiamando il governo degli Stati Uniti uno sponsor del terrorismo. Il disegno di legge è stato approvato dal Parlamento la scorsa settimana come rappresaglia per la decisione del presidente Donald Trump di designare le Guardie Rivoluzionarie iraniane come organizzazione terroristica straniera.

Non era chiaro quale potesse essere l’impatto della nuova legge sulle forze statunitensi o sulle loro operazioni. Rouhani ha incaricato il ministero dell’Intelligence, il ministero degli Affari esteri, le forze armate e il Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano di attuare la legge, hanno riferito i media iraniani. La legge definisce specificamente come organizzazione terroristica il Comando Centrale degli Stati Uniti, Centcom, che è responsabile delle operazioni militari statunitensi in Medio Oriente e in Afghanistan.

Gli Stati Uniti hanno già inserito in una lista nera decine di entità e persone per l’affiliazione alle Guardie, ma fino alla decisione di Trump non l’organizzazione nel suo complesso. Composto da circa 125.000 militari con esercito, marina e unità aeree, le Guardie Rivoluzionarie comandano anche il Basij, una forza paramilitare volontaria e controllano i programmi di missili balistici iraniani. La Quds Force delle Guardie ha combattuto le guerre per procura dell’Iran nella regione.

Le relazioni a lungo termine tra Teheran e Washington sono peggiorate dal maggio 2018, quando Trump si è ritirato dall’accordo nucleare del 2015 tra l’Iran e sei potenze mondiali, raggiunto prima che prendesse il suo incarico, e ha reimposto sanzioni unilaterali. I comandanti delle Guardie rivoluzionarie hanno ripetutamente detto che le basi statunitensi in Medio Oriente e le portaerei statunitensi nel Golfo sono nel raggio d’azione dei missili iraniani. Rouhani ha detto martedì che l’Iran continuerà ad esportare petrolio nonostante le sanzioni degli Stati Uniti volte a ridurre a zero le spedizioni di greggio del paese.

Graziella Giangiulio