IRAN. Teheran insiste col FMI: un prestito per battere COVID-19

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Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha esortato il Fondo Monetario Internazionale (FMI) a fornire a Teheran un prestito d’emergenza multimiliardario che aveva richiesto per combattere l’epidemia di coronavirus.

L’epidemia ha ulteriormente danneggiato l’economia iraniana, già martoriata dalle sanzioni statunitensi che sono state reimposte dopo che Washington nel 2018 si è ritirata dall’accordo tra Teheran e le potenze mondiali per frenare il programma nucleare iraniano, riporta Radio Farda. Teheran, così come diversi Paesi, le Nazioni Unite, alcuni parlamentari statunitensi e gruppi per i diritti umani hanno esortato gli Stati Uniti ad allentare le sanzioni per aiutare l’Iran a rispondere più efficacemente al virus.

L’epidemia ha ufficialmente infettato più di 62.500 persone e ucciso oltre 3.800 persone nel Paese. I funzionari iraniani sono stati criticati per la loro lenta risposta iniziale alla pandemia, e gli esperti sono scettici sulla veridicità delle cifre ufficiali rilasciate dalle autorità, che tengono sotto stretto controllo i media.

«Siamo un membro del FMI… Non ci dovrebbe essere discriminazione nella concessione di prestiti (…) Se non agiscono in base ai loro doveri in questa difficile situazione, il mondo li giudicherà in modo diverso», ha detto Rouhani in una riunione di gabinetto trasmessa in televisione l’8 aprile.

Il mese scorso, la Banca Centrale dell’Iran ha chiesto al FMI 5 miliardi di dollari dalla sua Iniziativa di Finanziamento Rapido per aiutare a combattere la pandemia in uno dei paesi più colpiti al mondo. L’Fmi ha affermato che sta dialogando con i funzionari iraniani in merito alla richiesta.

Secondo i dati del fondo, l’Iran non ha ricevuto assistenza dal Fmi da quando è stato emesso un “credito di riserva” tra il 1960 e il 1962. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha offerto assistenza umanitaria, ma i funzionari iraniani hanno rifiutato l’offerta, dicendo che Washington dovrebbe invece revocare le sanzioni, che Rouhani l’8 aprile ha equiparato a «terrorismo economico e medico». I medicinali e le attrezzature mediche sono tecnicamente esenti dalle sanzioni statunitensi, ma gli acquisti sono spesso bloccati dalla riluttanza delle banche a trattare le transazioni per paura di incorrere in ingenti sanzioni negli Stati Uniti.

Gran Bretagna, Francia e Germania hanno utilizzato per la prima volta il 31 marzo scorso uno speciale meccanismo commerciale per inviare forniture mediche all’Iran in modo da non violare le sanzioni. I tre Paesi hanno inviato forniture tramite l’Instex, il meccanismo istituito più di un anno fa per consentire il legittimo commercio umanitario con l’Iran.

Tommaso dal Passo