IRAN. Teheran flirta con l’UE usando l’INSTEX

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L’Iran scommette molto sull’operatività del suo nuovo veicolo finanziario concepito per consentire il commercio con l’Unione europea bypassando le sanzioni americane. «Speriamo che sia prima della fine dell’anno solare iraniano», ha detto il vice ministro degli esteri Abbas Araghchi a Vienna, riferendosi al 20 marzo.

Araghchi ha detto che l’Iran ha ora un “quadro più chiaro” di come funzionerà il nuovo veicolo, noto come Instex (Instrument in Support of Trade Exchanges), ha poi aggiunto che solo quando il meccanismo diventerà pienamente operativo, la Repubblica islamica sarà in grado di determinare se «può funzionare correttamente e può produrre risultati, e può effettuare pagamenti tra l’Iran e i paesi europei». Araghchi era nella capitale austriaca per una “commissione congiunta” con rappresentanti di Cina, Russia, Gran Bretagna, Germania e Francia, paesi firmatari dell’accordo internazionale sul programma nucleare iraniano, riporta Asia Times.

Instex è stato lanciato alla fine di gennaio da Gran Bretagna, Francia e Germania, ed è considerato la chiave degli sforzi dell’Ue per preservare l’accordo concluso nel 2015 tra le potenze mondiali e l’Iran sul suo programma nucleare, il Joint Comprehensive Plan of Action, Jpcoa. Araghchi ha detto che c’è un «sostegno molto forte» per l’accordo da parte di tutti i partecipanti alla riunione.

Araghchi ha sottolineato che l’Iran si aspetta che l’Instex funzioni «per tutti i beni e le merci, non solo beni umanitari», ma che potrebbe iniziare con beni umanitari «al fine di stabilire i modelli per fare affari con l’Iran». Ha aggiunto: «Una volta stabiliti i modelli, allora altri beni, compresi quelli sanzionati – e naturalmente il petrolio – verrebbero aggiunti a questo meccanismo. È tardi, ma è ancora un passo nella giusta direzione».

L’Ue ha affermato che l’Unione continuerà a sostenere il lavoro per rendere l’Instex operativo «il più presto possibile in stretto coordinamento con un’entità corrispondente iraniana che viene istituita». Come riporta Afp, l’ambasciatore russo, Mikhail Ulyanov, presente alla riunione, ha detto che gli altri firmatari dell’accordo sono «uniti nella necessità di salvare la Jcpoa (…)  Ci sono alcuni problemi, in particolare in campo economico, ma noi puntiamo a superarli il più presto possibile».

Anna Lotti