IRAN. Se vogliamo, arricchiamo uranio a piacimento… ma siamo aperti al dialogo

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«Se le autorità iraniane lo volessero, l’agenzia nucleare iraniana ha la capacità di arricchire l’uranio in qualsiasi percentuale», cosi si è espresso Asghar Zarean, vice direttore dell’agenzia nucleare iraniana in un comunicato dell’agenzia pubblicato il 25 gennaio.

L’Iran non esclude comunque negoziati con gli Stati Uniti, anche dopo l’attacco Usa che ha ucciso Qassem Soleimani, riporta Reuters.

Mohammad Javad Zarif ha detto a Der Spiegel il 25 gennaio che «non escluderà mai la possibilità che le persone cambino il loro approccio e riconoscano la realtà». Cresce la tensione tra Washington e Teheran dal 2018, quando il presidente Donald Trump ha stracciato l’accordo nucleare con l’Iran. 

Da allora gli Usa hanno reintrodotto sanzioni che hanno paralizzato l’economia iraniana. Ma Zarif ha suggerito che l’Iran era ancora disposto a parlare, anche se ha ribadito la precedente richiesta del suo Paese che prima gli Usa avrebbero dovuto revocare le sanzioni. «Per noi non importa chi siede alla Casa Bianca, ciò che conta è come si comportano», ha detto Zarif, «L’amministrazione Trump può correggere il suo passato, revocare le sanzioni e tornare al tavolo delle trattative. Siamo ancora al tavolo delle trattative. Sono loro che se ne sono andati». Trump ha sostenuto che l’accordo nucleare del 2015 deve essere rinegoziato perché non ha affrontato il programma missilistico balistico iraniano o il suo coinvolgimento nei conflitti regionali. Gli altri firmatari dell’accordo nucleare, Germania, Francia, Gran Bretagna, Cina e Russia, hanno lottato per tenerlo in vita, riporta Times of Israel.

Zarif ha anche suggerito che l’Iran era ancora preparato al conflitto con gli Stati Uniti: «Gli Stati Uniti hanno inflitto un grande danno al popolo iraniano. Verrà il giorno in cui dovranno risarcirlo. Abbiamo molta pazienza». Nel frattempo, il 24 gennaio, Brian Hook, il rappresentante speciale degli Stati Uniti per l’Iran, in un’intervista apparsa su Asharq al-Awsat, ha minacciato Esmail Ghaani, successore di Soleimani «Se seguirà un percorso simile di uccisione degli americani, incontrerà lo stesso destino (…) Il presidente ha chiarito per anni che qualsiasi attacco contro il personale o gli interessi americani nella regione riceverà una risposta decisiva, e il presidente lo ha dimostrato il 2 gennaio. Quindi questa non è una nuova minaccia (…) Il presidente ha sempre detto che agirà con decisione in difesa degli interessi americani. E credo che il regime ora capisca che non può attaccare l’America a suo piacimento e si aspetta di farla franca. Quindi riterremo il regime e i suoi delegati responsabili di qualsiasi attacco agli americani, o agli interessi americani nella regione», ha detto Hook.

«Queste parole sono un annuncio ufficiale e un chiaro svelamento del terrorismo mirato e governativo dell’America», ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Abbas Mousavi, ripreso da Irib.

Tommaso dal Passo