IRAN. Scambio di presunte spie tra Washington e Teheran

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Scambio di prigionieri tra Washington e Iran. Un cittadino iraniano tenuto negli Stati Uniti e un americano tenuto in Iran sono stati liberati, hanno detto le due parti il 7 dicembre, in un apparente scambio di prigionieri in un momento di accresciute tensioni.

Secondo quanto riporta il britannico Telegraph, Teheran ha annunciato il rilascio dello scienziato iraniano Massoud Soleimani dagli Stati Uniti poco prima del ritorno a casa del ricercatore americano Xiyue Wang, dichiarato da Washington.

«Sono contento che il professor Massoud Soleimani e il signor Xiyue Wang si uniranno presto alle loro famiglie», ha twittato il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif. «Un grazie a tutti coloro che sono impegnati, in particolare al governo svizzero, che ha curato gli interessi degli Stati Uniti in Iran in assenza di legami diplomatici», ha aggiunto Zarif. L’agenzia di stampa statale Irna ha dichiarato che Soleimani è stato «liberato pochi istanti fa dopo un anno di detenzione illegale ed è stato consegnato a funzionari iraniani in Svizzera».

In una dichiarazione rilasciata a Washington, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che «dopo più di tre anni di detenzione in Iran, Xiyue Wang sta tornando negli Stati Uniti». Wang, cittadino americano di origine cinese, stava scontando 10 anni di carcere con l’accusa di spionaggio in Iran.

Dottorando in storia all’Università di Princeton, aveva fatto ricerche sulla dinastia Qajar iraniana quando è stato imprigionato nell’agosto 2016. Soleimani è professore e ricercatore senior di cellule staminali presso la Tarbiat Modares University di Teheran, partito per gli Stati Uniti il 22 ottobre 2018, secondo l’Irna.

Gli Stati Uniti e l’Iran non hanno avuto più legami diplomatici dal 1980. Le relazioni tra i due paesi sono peggiorate nel maggio 2018, quando Trump ha ritirato gli Stati Uniti dall’accordo internazionale, Jpcoa, che ha dato all’Iran un periodo di sollievo dalle sanzioni in cambio della riduzione del suo programma nucleare.

Lucia Giannini