Cybersunniti vs cybersciiti?

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ITALIA – Roma 10/06/2016. Una serie di attacchi cyber reciproci tra Arabia Saudita e Iran fanno temere lo scatenarsi di una guerra informatica dalle conseguenze incalcolabili.

Il 25 maggio, il sito web del Centro di statistica dell’Iran è stato temporaneamente messo fuori uso. Più tardi, i portali dell’Organizzazione iraniana per la registrazione di atti e delle proprietà e altri siti istituzionali sono stati violati da gruppi sconosciuti di hacker con le firme “Mafia Hacking Team” e “Da3s Hacker”. Le agenzie di stampa iraniane hanno puntato il dito fuori dal territorio della Repubblica Islamica: il 28 maggio, l’agenzia Mizan riportava le parole del ministro delle Comunicazioni iraniano, Mahmoud Vaezi, secondo cui l’Ip di questi hacker era in Europa. Nella rete, tuttavia, si ipotizzato che sia Daesh che l’Arabia Saudita potrebbero essere dietro questi attacchi. A seguire sono avvenuti due attacchi contro siti web statistici sauditi e il portale della King Abdulaziz University il 26 maggio. L’agenzia Tasnim rirpotava una dichiarazione dagli hacker iraniani pubblicata sui siti web attaccati:«Gli hacker iraniani sono stati qui. Hacked by Shahin Sh. Security Team Iran».
L’ipotesi Daesh non starebbe in piedi secondo gli esperti della rete perché lo Stato Islamico usa il suo Cyber Califfato e non acronimo come Da3s, propendendo per un gruppo saudita. L’agenzia Trend poi ha riportato che Da3S, che ha rivendicato ufficialmente la responsabilità per gli attacchi informatici, ha scritto sulla pagina principale dei siti violati di non essere collegato con Daesh, ed di essere solo «un gruppo musulmano sunnita». In ogni caso, le schermate dei siti hackerati sembrano dimostrare che gli hacker volessero far sapere all’Iran che erano sauditi o quantomeno passare per sauditi. Il Consiglio supremo iraniano del Cyberspazio ha annunciato a fine maggio che non vi era alcuna minaccia per le informazioni dei cittadini sul sito del governo e di non preoccuparsi visto che anche la rete Swift è stata attaccata poco tempo fa. È l’agenzia Tasnim che puntualizza ulteriormente riferendo che il generale Gholam-Reza Jalali, a capo della Protezione Civile iraniana, un’unità militare responsabile della lotta contro il sabotaggio, aveva avvertito che l’Arabia Saudita avrebbe potuto condurre attacchi informatici contro l’Iran, anche se pochi avevano prestato attenzione ai suoi avvertimenti; Jalali aveva detto che gli attacchi informatici sarebbero stati la minaccia primaria per la sicurezza dell’Iran nel 2016.