IRAN. “Israele deve temere i nostri razzi sulla sua testa”

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L’Iran manterrà le sue forze militari in Siria, lo ha detto il 16 gennaio il capo delle Guardie rivoluzionarie, sfidando le minacce israeliane che potrebbero essere presi di mira se non lasciano il paese. Il primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva detto il 15 gennaio che le forze israeliane avrebbero continuato ad attaccare gli iraniani in Siria e li aveva avvertiti dicendo loro di «uscire da lì in fretta, perché noi continueremo con la nostra politica risoluta».

Non tenendo conto delle minacce, il generale Mohammad Ali Jafari, comandante supremo delle Guardie rivoluzionarie, citato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Isna, ha detto che «la Repubblica Islamica dell’Iran manterrà tutti i suoi consiglieri militari e rivoluzionari e le sue armi in Siria».

Jafari ha definito le minacce di Netanyahu «uno scherzo», e ha avvertito che il governo israeliano «sta scherzando col fuoco (…) Dovreste avere paura del giorno in cui i nostri missili a guida di precisione ruggiranno e cadranno sulla vostra testa», ha detto.

Dal canto suo Israele, sempre più preoccupato che il suo nemico principale, l’Iran, possa stabilire una presenza militare a lungo termine nella vicina Siria, dice di aver effettuato più di 200 attacchi contro obiettivi iraniani in Siria negli ultimi due anni.

Netanyahu ha detto il 13 gennaio che gli aerei da guerra israeliani hanno effettuato un attacco contro quello che il premier ha definito un nascondiglio di armi iraniano in Siria.

La settimana scorsa, l’ex capo di stato maggiore delle forze di difesa israeliane Gadi Eisenkot in un’intervista, ha detto che l’esercito israeliano valutava che l’Iran avesse rinunciato al suo piano di stabilire basi permanenti in Siria, riporta Hareetz. 

Dal gennaio 2017, Israele colpisce segretamente gli obiettivi iraniani in Siria, soprattutto le “infrastrutture”. Ma a seguito della decisione iraniana di inviare un drone armato nello spazio aereo israeliano nel febbraio 2018, la campagna di Israele contro l’Iran non solo si è intensificata, ma è diventata pubblica, Eisenkot ha reso noti «migliaia di attacchi», non solo effettuati dall’aviazione, ma anche dai commando delle operazioni speciali di Tsahal. 

Iran e Russia hanno entrambi sostenuto il presidente siriano Bashar al-Assad nella guerra che da sette anni insanguina la Siria, contro ribelli e militanti islamici, e hanno inviato migliaia di soldati nel paese.

Antonio Albanese