Fallimento annunciato per NIGC

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IRAN – Teheran. 19/11/13. Brutto risveglio per il premier Rohani quando l’ amministratore delegato della National Iranian Gas Company (NIGC), Hamidreza Araqi, ha annunciato la bancarotta del NIGC, il 16 di novembre. Una morte a dire il vero annunciata. 

 

Il fallimento del NIGC dicono le fonti locali non è direttamente correlato alle sanzioni occidentali. Sembrerebbe piuttosto la conseguenza della decisione presa dalla precedente amministrazione, Ahmadinejad, di proseguire nella politica dei sussidi ad ogni costo. Secondo la testata Trend il piano di riforma dei sussidi, avviato il 19 dicembre 2010, era di 45.500 rial (circa 1.83 dollari sulla base del tasso di cambio) ed è stato pagato per ogni iraniano per evitare la liberalizzazione dei prezzi dei beni di carburante. La somma, che è stata pagata in contanti dalle famiglie è stata stimata a circa il 50 per cento del denaro che si guadagna dopo la liberalizzazione dei prezzi .

Fra le lamentele dell’amministratore delegato della compagnia iraniana, il fatto che il 20 per cento dei ricavi doveva essere destinato al settore industriale, cosa mai avvenuta. Anzi, la quota del settore industriale è finita in contanti alla gente. L’amministrazione, per far fronte all’enorme esborso, ha preso in prestito decine di miliardi di rial dalla Banca centrale. Non solo, molto del fatturato della NIGC, come quello di altre grandi aziende iraniane è stato utilizzato per compensare il deficit nel pagamento di sovvenzioni in denaro. Al giorno della chiusura, secondo l’Agenzia di stampa Mehr,  Araqi ha sostenendo che la NIGC ha circa «100.000.000.000.000 rial di debito».

A ben vedere la vicenda sembra più un’azione di pulizia interna. Come a dire che tutto l’entourage di Ahmadinejad, e le sue iniziative, vanno messi da parte rispetto alla nuova politica economica dell’Iran. Infatti, un modo per invertire la tendenza, evitando la bancarotta di NIGC, sarebbe stato quello di fare un piano di ripianamento del debito, aumentando il prezzo del carburante alle famiglie e togliendo la NIGC dalle aziende sovvenzionatrici. Invece, le cose sono andate diversamente.

L’Iran produce 153 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno, e fornisce la stessa quantità di gas alle famiglie e unità industriali.

Il 27 ottobre, il ministro per il petrolio iraniano, Bijan Namdar Zanganeh ha annunciato che in base alla legge di bilancio dell’anno in corso, 270.000 miliardi rial (circa 10,8 miliardi dollari) da qualche parte bisognava trovare delle risorse per finanziarie la riscossione delle sovvenzioni, ma le risorse finanziarie erano limitate, nell’indecisione a rimetterci è stata la NIGC e National Iranian Oil Products Distribution Company.

Nel settembre 2011, il capo della Corte suprema dell’Iran ha detto che la [ex] amministrazione ha utilizzato 148.000 miliardi rial (circa 5,9 miliardi di dollari) e che entro agosto 2011 bisognava arrivare a una nuova riforma dei sussidi per sanare il debito con la Banca Centrale e tornare in attivo con i redditi da petrolio, e il bilancio generale. Mr. Zanganeh ha detto che i ricavi del ministero del petrolio saranno utilizzati per quest’anno per compensare la carenza di budget per pagare i sussidi.

Lo stato paga 35 trilioni di rial (circa 1,4 miliardi di euro) ogni mese come un sussidio in denaro. L’amministrazione precedente, in altre parole, avrebbe sottratto allo stato dei redditi, pari alla metà dei redditi petroliferi totali del paese nel corso degli ultimi 104 anni.

Il primo vice presidente iraniano, Es’haq Jahangiri e il suo vice per gli affari strategici Mohammad – Baqer Nobakht hanno detto che l’amministrazione è in sofferenza per 700.000 miliardi rial (circa 28,1 miliardi dollari). Il Prodotto lordo totale del paese domestico “a prezzi correnti ” ammonta a 500 miliardi dollari.