Damasco divide gli animi

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BAHRAIN – Manama. 14/10/14. Continuano a distanza le accuse reciproche tra Iran e Arabia Saudita. I due paesi chiave che a New York il mese scorso avevano detto che avrebbero dato vita a una nuova pagina delle relazioni tra i due Paesi.

Il vice ministro iraniano degli Esteri Hussein Amir-Abdollahian ha detto che la presenza militare dell’Arabia Saudita in Bahrain sta peggiorando la crisi nel paese e ostacola la riconciliazione nazionale. «Se Riyadh non avesse una presenza militare in Bahrain, si potrebbe risolvere la crisi del Paese attraverso una soluzione diplomatica, fermare la soppressione arrivare a una riconciliazione nazionale», ha detto Amir-Abdollahian. In Bahrain vi sono proteste di massa pro-democrazia contro la famiglia reale del re Hamad Al-Khalifa dal febbraio 2011 quando dinanzi alle autorità, sostenuta da paesi vicini, la famiglai reale ha schiacciato la rivolta. L’Arabia Saudita e altri paesi vicini del Golfo hanno inviato truppe in Bahrain nel mese di marzo, rafforzando una repressione che ha portato alle accuse di gravi violazioni dei diritti umani. Un rapporto stialto da gruppi per i diritti umani, lo scorso novembre ha dichiarato che: «il Bahrain commesso violazioni di vari trattati internazionali sui diritti umani» .

Il rapporto della ONG ha documentato 45 omicidi, 1500 casi di arresti arbitrari, e 1.866 casi di tortura, e recenti turbolenze hanno visto aumentare il bilancio delle vittime arrivate a 60, si tratterebbe di attivisti dell’opposizione. Una commissione governativa istituita appositamente ha dichiarato che sono stati usati strumenti di tortura. I detenuti sono stati sistematicamente torturati, ma i suoi risultati sono stati guardati con scetticismo dai gruppi di opposizione a causa della sua affiliazione con la monarchia.

Oggi, il Bahrain ha l’onore di essere il paese con il secondo più alto tasso di popolazione carceraria tra Stati arabi della regione Asia occidentale e Nord Africa. Il “rigonfiamento popolazione carceraria” e gli abusi duraturi all’interno delle carceri del Bahrain «non sarebbero possibili senza la copertura politica conferito sulla monarchia Khalifa dagli Stati regionali come l’Arabia Saudita, e dei governi occidentali come gli Stati Uniti» si legge sulla testata libanese AlAkbar.  E ancora nelle righe del giornale di oggi si legge: «La sede della Quinta Flotta della US Navy è alle porte di Iran, e il Bahrain è un alleato cruciale degli Stati Uniti in una regione in cui la tensione tra Teheran e Washington si riscalda».

Amir-Abdollahian ha anche risposto alle accuse dell’Arabia Saudita secondo cui Teheran si stia ritirando dall'”occupazione” dalla Siria, e ha insistito affermando che nessun paese è stato più impegnato a confrontarsi contro i jihadisti nella regione. Le due potenze regionali sono in disaccordo sulla vicenda siriana dallo scoppio dei primi disordini nel 2011.
Rispondendo alle osservazioni ministro degli esteri saudita Saud al-Faisal secondo cui l’Iran era una “parte del problema, non la soluzione” in Siria, il vice ministro iraniano degli esteri respinto ogni accusa. «La Repubblica islamica dell’Iran è il paese più importante della regione impegnata nella lotta contro il terrorismo» ha detto Amir-Abdollahian. «L’Iran ha aiutato i governi di Iraq e Siria nella la lotta contro il terrorismo, nel quadro del diritto internazionale». L’Iran sostiene l’esercito siriano con aiuti finanziari e militari, mentre l’Arabia Saudita ha sostenuto i ribelli armati che combattono l’esercito. Ha rifereito sempre il viceministro iraniano.

La minaccia di IS ha costretto Iran e Arabia da Stato a cercare di migliorare le relazioni a partire da questa estate, ma lo scambio di opinioni nelle ultime 24 ore è tornato acceso sulla questione siriana. «Raccomandiamo che l’Arabia Saudita presti attenzione alle trame dei nemici della regione … e giochino un ruolo positivo», ha detto Amir-Abdollahian, senza spiegare la dichiarazione. L’Iran nega di aver combattenti sul terreno in Siria. Assad, però, è sostenuto da combattenti provenienti da movimento di resistenza libanese Hezbollah. L’Iran ha accusato l’Arabia Saudita e altri paesi del Golfo di aiutare l’aumento dei jihadisti in Siria. I ministri degli Esteri iraniani e sauditi si sono incontrati a New York davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite lo scorso mese per cercare di raggiungere un accordo «una nuova pagina nei rapporti tra i due paesi». Tuttavia, il principe Saud lunedì ha colpito Teheran, dicendo che «in molti conflitti, l’Iran è parte del problema, non la soluzione». «Se l’Iran vuole essere parte della soluzione in Siria, deve ritirare le sue forze dalla Siria. Lo stesso vale altrove, sia in Yemen o Iraq»·