IRAN. Al Qaeda attacca il terminale del corridoio tra Mumbai e San Pietroburgo 

203

Il 6 dicembre scorso, c’è stato un attentato a Chabahar, in Iran, contro un posto di polizia; l’evento ha avuto una grande eco nella socialsfera riconducibile al Califfato e al Qaeda. Poco dopo l’evento, l’Osint Unit (Open Source Intelligence Unit) ufficiale di Daesh ha pubblicato la notizia dell’esplosione di un’autobomba suicida presso un comando di polizia nella città iraniana di Chabahar situata nel Balochistan vicino il confine con il Pakistan. 

L’attacco ha provocato diverse vittime che, a seconda della fonte, oscillavano tra i 3 e i 18 morti e feriti. Tra le vittime accertate ci sarebbe anche il capo del distretto di polizia, Mohammad Nur Bakhsh. Secondo i media iraniani l’attacco era diretto contro il comandante delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, Qassem Suleimani, che avrebbe dovuto presenziare ad un incontro della sicurezza nella città. Fonti di stampa irachene hanno aggiunto che all’esplosione è seguito uno scontro a fuoco tra poliziotti iraniani e uomini armati.  

Nonostante la notizia sia stata data subito da ISIS tramite la sua Osint unit, canali qaedisti affermavano già nella prima mattinata come fosse stata opera del movimento iraniano Ansar al Furqan. Si tratta di un gruppo sunnita, anti regime iraniano, attivo nel Balochistan e formatosi nel dicembre 2013. Ansar al Furqan si è avvicinato durante i suoi anni di attività sia al movimento qaedista Jabhat al Nusra in Siria che a Daesh, ma al momento si dichiara indipendente. 

Verso le 14:00 i canali qaedisti hanno, infine, pubblicato la rivendicazione ufficiale dell’attacco da parte del movimento Ansar al Furqan. In questa maniera sia attribuita la paternità dell’attentato ad un gruppo e ad una fazione, mettendo a tacere l’altra. 

È da notare, poi, come la città di Chabahar possieda una valenza geopolitica notevole. È infatti l’unico porto di frontiera, nonché FTIZ, a non essere stato colpito dalle sanzioni americane in quanto punto di arrivo e partenza per l’Afghanistan, alleati degli Stati Uniti. Inoltre, Chabahar è il terminale del corridoio che unisce il mercato centroasiatico, afgano in primis, con quello occidentale. Il porto di Chabahar beneficia anche della rinascita dell’economia indiana, infatti, insieme a quello di Bandar Abbas, Chabahar è il porto iraniano sul corridoio Nord-Sud. Ad oggi esentato dalle sanzioni Usa.

È stato creato un partenariato strategico tra India, Iran e Russia che mira a stabilire un collegamento di trasporto multimodale tra Mumbai e San Pietroburgo, consentendo all’Europa e alle ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale di accedere all’Asia e viceversa, con Chabahar come punto di snodo. Inoltre, India e Iran stanno discutendo la costruzione di un gasdotto tra i due paesi sul fondo del Mar Arabico per bypassare il Pakistan, al centro del progetto cinese CPEC che avrebbe come terminale il porto pakistano di Gwadar, utilizzando proprio il porto di Chabahar. Questo gasdotto è stato concepito dall’India per accantonare quello Iran-Pakistan-India, che soffre delle tensioni acuitesi tra India e Pakistan.

Luigi Medici