IRGC dietro attentato in Bahrain

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BAHREIN- Manama. 14/08/15. Arrivano dettagli su come è stato realizzato l’attentato a Sitra, Bahrain dove hanno perso la vita due poliziotti.

Secondo le informazioni della testata gdonline i sospetti coinvolti nell’attacco, cinque, hanno ricevuto una formazione e finanziamento da parte dell’Iran e più esattamente dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC). I cinque sono stati arrestati con l’accusa d aver posizionato e fatto detonare la bomba il 28 luglio, che ha ucciso Naweed Ahmed e Hamid Rashool e il ferimento di altri sei.
Gli esplosivi di alta qualità sono stati collocati su un angolo di strada nei pressi della scuola primaria Gurnata per le ragazze, dove erano di stanza pattuglie della polizia.
Le informazioni sull’accaduto vengono direttamente dalle confessioni rese da tre dei sospetti, tra cui Mohammed Ebrahim Al TooQ che ha piantato e fatto esplodere l’ordigno esplosivo.
Al TooQ ha descritto come ha aspettato nascosto per tendere un’imboscata a un autobus che trasportava 20 ufficiali di polizia, ha raccontato come si è fermato vicino alla scuola, dove gli esplosivi di alta qualità (C4) sono state fatti esplodere a distanza.
Il 24enne nella sua confessione, ha detto che ha viaggiato in Iran via mare per incontrare capi di un gruppo incaricato di effettuare attacchi terroristici in Bahrain.
«Siamo stati impegnati in scontri quotidiani contro la polizia a Sitra e i nostri nomi sono stati tra coloro che sono ricercati dalla polizia», ​​ha detto il giovane.
«Ho contattato un uomo di nome (Murtada Majeed Al Sindi) che mi ha detto che stavano per aiutare un gruppo di persone provenienti da Sitra per viaggiare fuori dal Bahrain. Abbiamo viaggiato via mare da Sitra con un GPS e raggiunto Bushehr in Iran e abbiamo incontrato tre persone da parte dell’Iran Corpo delle Guardie Rivoluzionarie».
Ha poi incontrato Qassim Abdulla Ali – un latitante individuato dal Ministero dell’Interno come uno dei capi del gruppo – che gli hanno chiesto di recarsi in Iraq per ricevere una formazione armi. «Siamo andati a Baghdad e abbiamo incontrato un uomo di nome ‘Abu Montathar’ che ci ha portato ad una zona deserta fino a raggiungere un campo di addestramento gestito da parte di Hezbollah iracheno», ha detto Al TooQ nella sua confessione.
«Abbiamo fatto un corso di 15 giorni e siamo stati addestrati ad utilizzare un kalashnikov. Poi siamo stati addestrati ad utilizzare armi da tiro in piedi, seduti o coricati per terra. Durante gli ultimi tre giorni ci hanno fatto sparare con i kalashnikov e pistole 9 millimetri e abbiamo contro degli obiettivi».
Dopo la sua formazione, ha detto un altro capo, identificato dal ministero come Ali Al Ansara, «siamo stati contattati per una “missione”». Secondo il 24enne: «Ali Al Ansara mi ha detto che ci lasciava una bomba artigianale al cimitero Wadiyan» ha detto.
«Ho contattato (Mohammed Radhi) e lui ha detto che era già informato. da quel momento è iniziata l’operazione». Dopo aver piantato la bomba hanno chiamato i complici: Ebrahim Jaffar Al momen, Ali Abdulkarim Marzooq e Laith Khalil Ebrahim Al TooQ con il compito di stazionare in aree diverse a Sitra per controllare il movimento del bus polizia il 28 luglio». Il resto è cronaca. I soldi sarebbero stati lasciati al cimitero.