IRAN. Accordo siderurgico nipponico-iraniano

53

La giapponese Sojitz Corporation, la sesta più grande impresa commerciale nipponica, ha firmato un accordo per studiare la produzione di lamiere di acciaio nel porto di Chabahar, sud-est dell’Iran.

La società giapponese ha firmato l’accordo con l’organizzazione iraniana per lo sviluppo industriale e la ristrutturazione, Idro, braccio operativo del Ministero dell’Industria, del Commercio e Miniere, riporta Press Tv.

Il direttore Idro, Mehdi Karbasian, ha detto che il progetto avrebbe segnato una pietra miliare negli sforzi dell’Iran di aumentare la sua produzione di prodotti in acciaio puntando alle 55 milioni di tonnellate all’anno.

Karbasian ha detto che Sojitz avrebbe presentato i risultati della sua ricerca a Idro entro settembre 2017, aggiungendo che questa mossa sarebbe stata seguita da due mesi di negoziati per sigillare un accordo finale sulla produzione di lamiere di acciaio.

Il funzionario iraniano ha inoltre sottolineato che l’accordo sarebbe stato attuato con una linea di credito di oltre 10 miliardi di dollari che il Giappone ha stanziato per l’Iran, secondo l’Irna.

Un’altra società giapponese, la Kobelco, sta sviluppando Il complesso siderurgico di Mokran a Chabahar con una capacità produttiva di 3 milioni di tonnellate di spugna di ferro all’anno.

Il progetto che sta studiando Sojitz è destinato ad essere lanciato una volta che il complesso di Mokran raggiungerà la capacità produttiva di 1,6 milioni di tonnellate all’anno.

L’Iran è il più grande produttore di acciaio in Medio Oriente dopo la Turchia, secondo la World Steel Association. La sua produzione è arrivata a 1,5 milioni di tonnellate nell’aprile 2016 da 1,3 milioni di tonnellate alla fine del precedente esercizio prima che le sanzioni internazionali fossero abolite.

Il paese ha già messo a punto piani per aumentare la propria capacità di produzione di acciaio portandola a 55 milioni di tonnellate all’anno, rispetto al livello attuale di circa 17 milioni di tonnellate all’anno, entro il 2025. La capacità di esportazione del Paese prevede anche un aumento sopra i 13 milioni di tonnellate all’anno.

Tommaso dal Passo