INTERNET. Hardware europeo nel 5G cinese

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Ericsson e Nokia stanno vincendo i contratti 5G in Cina, riporta China Daily. La notizia è arrivata dopo che China Mobile ha annunciato di aver assegnato il suo primo round di contratti 5G per apparecchiature di rete del valore di circa 2 miliardi di dollari.

China Mobile ha acquistato 153 unità di apparecchiature di telecomunicazione Mme dalla società svedese Ericsson, che rappresentano il 34% degli acquisti della società. Nokia ha fornito 56 unità, pari al 12%. Per quanto riguarda le apparecchiature di telecomunicazione Sae, Ericsson ha fornito 231 unità, che rappresentano il 34 per cento del business di China Mobile, con Nokia che offre 60 unità, equivalenti a circa il 9 per cento degli acquisti complessivi.

China Mobile sta accelerando i passi per costruire tecnologia wireless 5G poco dopo aver vinto una licenza commerciale 5G. L’azienda mira ad offrire servizi commerciali 5G in 40 città entro settembre. La quota significativa di Ericsson e Nokia nei piani di approvvigionamento di China Mobile evidenzia che la Cina mantiene le sue promesse di attenersi alla cooperazione internazionale, riporta Asia Times.

Il ministero dell’Industria e dell’Information Technology, il principale ente regolatore del settore delle telecomunicazioni cinese, aveva detto all’inizio di questo mese che accoglie le imprese straniere a partecipare attivamente alla costruzione della rete 5G della Cina e la promozione delle applicazioni.

Nokia China in una risposta al China Daily ha fatto sapere che: «La cooperazione con le aziende multinazionali è altamente riconosciuta dal governo cinese, il che ci rende più fiduciosi nello sviluppo sano, costante e sostenibile dell’industria cinese 5G». Per l’Università delle Poste e Telecomunicazioni di Pechino, la Cina accoglie con favore la concorrenza nel lancio di 5G, perché sa bene che la concorrenza delle aziende straniere aiuta a ridurre i costi, in maniera del tutto opposta a quanto fa il «governo degli Stati Uniti, che ha vietato alle aziende cinesi di implementare la rete 5G».

Luigi Medici