INTERNET DELLE COSE. Reti 5G al centro dello scontro Usa – Cina 

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La quinta generazione di comunicazioni mobili, il 5G, sta rivoluzionando la tecnologia militare e di sicurezza. Il panorama futuro della guerra e della sicurezza informatica potrebbe essere, infatti, fondamentalmente cambiato dal 5G. Ma il rischio di hacking del 5G sarebbe più alto rispetto ai sistemi precedenti, e lo sviluppo del nuovo sistema arriva in un momento di crescenti tensioni in materia di sicurezza tra Usa e Cina che colpiscono diversi e vari fronti interconnessi dal commercio, all’influenza nell’Asia-Pacifico alla rivalità tecnologica tra i due paesi.

Queste tensioni fanno da sfondo alle controversie che circondano Huawei, il più grande fornitore mondiale di apparecchiature per le telecomunicazioni, riporta Scmp.

Il caso Huawei sottolinea la crescente importanza del 5G e sembra aver rafforzato la corsa agli armamenti tecnologici tra la Cina e gli Stati Uniti.

Mentre le reti esistenti collegano persone, la prossima generazione collegherà una vasta rete di sensori, robot e veicoli autonomi attraverso sistemi di intelligenza artificiale.

L’Internet delle cose permetterà agli oggetti di “comunicare” tra loro scambiando grandi volumi di dati in tempo reale e senza l’intervento umano, cose da fantascienza, diverranno realtà quotidiana.

Oltre questo, numerose saranno anche le implicazioni militari: le tecnologie 5G già sviluppate o in procinto di essere sviluppate, rimodelleranno l’arte militare, ampliando e approfondendo la conoscenza delle situazioni sul campo di battaglia. Utilizzando il sistema 5G, i dati possono essere trasmessi fino a 10 gigabyte al secondo, molto più velocemente di una rete 4G, e la latenza è ridotta a meno di un millisecondo, o l’1 per cento di quella del 4G. Tali caratteristiche migliorano la connettività in luoghi remoti, collegano sensori e robot e consentiranno ai veicoli, al controllo del traffico, alle fabbriche e all’edilizia di diventare più autonomi. 

Attrezzature militari integrate con dispositivi di comunicazione possono anche avvalersi dell’internet delle cose; da dispositivo a dispositivo, senza satelliti, risparmiando le risorse per altri usi e riducendo significativamente il costo di un’operazione militare, secondo uno studio del 2017 pubblicato da China Defence News, pubblicazione dell’Esercito di liberazione del popolo cinese. Gli operatori di telecomunicazioni cinesi hanno detto che cominceranno a introdurre reti commerciali 5G a partire dal 2020; la settimana scorsa, proprio Huawei ha lanciato un chip che sarebbe il più potente modem 5G del mondo.

I timori di Washington sono di lunga data, ad esempio la legge sull’intelligence nazionale cinese del 2017 chiede alle società cinesi di cooperare a fini di intelligence nazionale, se necessario.

Gli Stati Uniti hanno esercitato pressioni sui loro alleati per bloccare la presenza di Huawei, e paesi come la Gran Bretagna, la Germania, l’Australia, la Nuova Zelanda e il Canada hanno espulso Huawei dal mercato interno o stanno valutando se farlo.

Anche gli Stati Uniti hanno investito nell’uso militare del 5G, mentre in alcune città Usa sono state lanciate reti 5G prototipo per uso civile e in ambito C4isrnet, Washington prevede che la comunicazione da macchina a macchina, utilizzando informazioni provenienti da diverse fonti servirà a formare un quadro unificato delle battaglie, e che il processo decisionale assistito da intelligenza artificiale sarebbe stato tra le tendenze del 2019. 

Ma le reti commerciali e militari 5G sono considerate dal governo degli Stati Uniti facili prede per operazioni di hacking. 

Antonio Albanese