Internet e il nuovo corso cubano

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CUBA – L’Avana 22/02/2015. Cuba lancia una politica “strategica” d’informatizzazione che interesserà le infrastrutture e lo sviluppo tecnologico, l’e-commerce e l’accesso allargato a Internet.

La nuova politica, presentato dal Ministero delle Comunicazioni in un forum nazionale inaugurato il 19 febbraio all’Avana, cercherà, tra l’altro, di garantire «prezzi sempre più abbordabili e competitivi» per l’uso del web sull’isola, che ha uno dei tassi di penetrazione di Internet più bassi al mondo. Etecsa, compagnia statale di telecomunicazioni, ha confermato, riporta l’agenzia Efe, che abbasserà temporaneamente la sua tariffe di accesso al web sugli Internet cafè dell’isola, una promozione che durerà fino ad aprile 2015. Etecsa ha anche recentemente detto che prevede di espandere il numero di Internet café sull’isola portandolo a 300 entro la fine del 2015 e di installare wifi in spazi pubblici. Solo un piccolo numero di studiosi, giornalisti e altri professionisti a Cuba ha attualmente accesso al web dalle proprie case, mentre il resto della popolazione deve utilizzare Internet café, dove la tariffa oraria è di 4.50 dollari per ora, un prezzo alto in un paese in cui lo stipendio medio è compreso tra i 20 e i 30 dollari al mese. La situazione attuale non promuove l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione sull’isola, ha detto il vice ministro delle Comunicazioni, Wilfredo Gonzalez, all’apertura del Workshop Nazionale sulla informatizzazione e Cybersecurity. La nuova politica dell’informatizzazione farà delle Itc «un settore di sviluppo strategico per il Paese, rafforzando l’economia e facilitando un ampio accesso ai contenuti del servizio digitale» riporta il quotidiano del partito comunista Granma. La statunitense Netflix ha lanciato il suo servizio di streaming a Cuba all’inizio di febbraio, mentre Google nel 2014 ha fatto sì che Chrome fosse disponibile per il download a Cuba. Il processo annunciato dal ministero delle Comunicazioni prevede un salto tecnologico «ordinato e sicuro» per la popolazione cubana e le sue istituzioni, riporta Granma. Il piano inoltre rafforzerà la sicurezza informatica attraverso un nuovo quadro giuridico e lo sviluppo di applicazioni e soluzioni made in Cuba. Secondo il quotidiano Juventud Rebelde, i partecipanti al forum hanno sottolineato la necessità di «promuovere le esportazioni di servizi informatici e di prodotti, stabilire modelli di business tra operatori e fornitori di telecomunicazioni, e stimolare la creazione e lo sviluppo di imprese statali in armonia con le forme di gestione non statali».