INDONESIA. ISIS dal carcere ha chiesto di attaccare i cristiani 

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I tre attentati che hanno insanguinato la domenica nella città di Surabaya sono direttamente legati alla rivolta carceraria, svoltasi pochi giorni prima a Giacarta. Come si ricorderà, un gruppo di attentatori suicidi ha attaccato tre chiese nella seconda città indonesiana di Surabaya, a circa 800 km a ovest della capitale dell’Indonesia, Giacarta, uccidendo 13 persone, e ferendone 41, durante gli orari di funzione religiosa. Per l’agenzia di intelligence dell’Indonesia, responsabile è il gruppo vicino allo Stato Islamico, Jemaah Ansharut Daulah, Jad. 

Per l’intelligence indonesiana, questi attentati sono collegati alla rivolta nel carcere di Dibok, Giacarta. La sommossa si è verificata nel Comando Centrale della Mako Brimob, Kelapa Dua, Debok, West Java nel pomeriggio dell’8 maggio, ore 16:00 locali. Si sono poi verificati scontri tra terroristi detenuti con l’unità anti-terrorismo Densus 88, presso il quartier generale della Mako Brimob. Simili scontri si erano verificati nel novembre 2017, in cui erano rimaste danneggiate le strutture carcerarie e anche allora fu inalberata la bandiera di ISIS da parte dei rivoltosi. Nella rivolta e nell’assedio durato 36 ore sono stati bruciati 3 blocchi di detenzione, e uccisi 5 poliziotti. La polizia ha, di fatto, temporaneamente perso il controllo della prigione; i cinque poliziotti uccisi, tutti appartenenti all’unità antiterrorismo d’élite Densus 88, sono stati eliminati con un colpo alla testa dopo ore di tortura. 

I rivoltosi avevano con loro un vero arsenale. Durante l’assedio, vissuto quasi in diretta dagli “aficionados” della rete jihadista, Isis ha chiamato al jihad i musulmani indonesiani, invitandoli a compiere azioni contro gli infedeli cristiani. Ed ecco che la chiamata è stata accolta da una famiglia rientrata nel paese dalla Siria. La polizia ha detto che gli attentati sono stati effettuati da sei membri della stessa famiglia, tra cui due bambini piccoli. 

Per gli investigatori, il padre e uno dei figli hanno compiuto l’attacco alla prima chiesa, la madre con due bambini sotto i 10 anni hanno commesso il secondo attacco. Due ragazzi più giovani intorno ai 16 anni hanno commesso il terzo attacco. Altre bombe inesplose sono state trovate in altre due chiese.

Redazione