INDIA. Tregua militare in Kashmir per il Ramadan

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Il ministero degli Interni indiano ha annunciato la sospensione delle operazioni di sicurezza nello stato del Jammu e Kashmir durante il mese di Ramadan, riservandosi il diritto di rispondere a qualsiasi attacco insurrezionale.

«Il Centro chiede alle forze di sicurezza di non avviare operazioni in Jammu e Kashmir durante il mese santo di Ramzan. La decisione viene presa per aiutare i musulmani amanti della pace a osservare il mese di Ramzan in un ambiente pacifico», ha detto il Ministero tramite il suo account Twitter ufficiale. Secondo il tweet, il ministro dell’Interno Rajnath Singh ha già comunicato la decisione al capo del governo dello Stato, Mehbooba Mufti. La misura «aiuterà i fratelli e le sorelle musulmani ad osservare il Ramzan pacificamente e senza difficoltà», ha detto il ministero in un altro tweet. Il ministero degli Interni ha anche detto che le forze di sicurezza «si riservano il diritto di ritorsioni se attaccate o se essenziale per proteggere la vita di persone innocenti».

La settimana scorsa, il Muftì aveva chiesto alle forze di sicurezza un cessate il fuoco unilaterale durante il Ramadan, in seguito a diverse operazioni che nelle ultime settimane hanno provocato decine di morti e feriti tra i ribelli e i civili della regione. Un’ondata di disordini ha investito il Kashmir indiano dopo che la regione era tornata a una relativa normalità negli ultimi mesi, dopo un lungo periodo di proteste in seguito alla morte di un giovane insorto nel luglio 2016 .

Tali manifestazioni hanno provocato più di 100 morti e più di 10000 feriti, di cui più di 1000 con lesioni oculari causate da proiettili di gomma sparati dalla polizia e dall’esercito. Sia l’India che il Pakistan hanno rivendicato la loro completa sovranità sulla regione del Kashmir dalla divisione del subcontinente e dalla sua successiva indipendenza dall’Impero britannico nel 1947.

Lucia Giannini