150 milioni di lavoratori scioperano in India

7

INDIA – Niova delhi 04709/2016. Milioni di lavoratori del settore pubblico sono scesi in sciopero in tutta l’India il 2 settembre per protestare contro i piani di privatizzazione del settore del primo ministro Narendra Modi e per chiedere un aumento del salario minimo.

Oltre 150 milioni di lavoratori di tutti i settori del pubblico impiego, hanno partecipato allo sciopero nazionale di 24 ore, hanno detto gli organizzatori.
I dieci maggiori sindacati hanno proclamato lo sciopero dopo il fallimenti dei colloqui con il ministro delle Finanze Arun Jaitley, e il rigetto della sua offerta per aumentare il salario minimo per i lavoratori non qualificati da 6.396 rupie al mese a 9.100 rupie.
Il Centro dei sindacati indiani ha detto che i lavoratori «chiedono la fine dell’attacco a tutto tondo del governo contro la loro vita, i mezzi di sussistenza e la loro dignità». I sindacati accusano il governo di una «cospirazione vile (…) tesa a privatizzare il settore pubblico e a invitare capitali stranieri in alcune parti del settore dopo la privatizzazione». I sindacati stanno cercando di far introdurre la sicurezza sociale universale, e un aumento del salario minimo a 18000 rupie al mese a causa dell’aumento dei prezzi. Banche, negozi e scuole chiuse sono rimaste chiuse in diverse parti del paese, tra cui gli stati meridionali di Karnataka e Kerala dove il trasporto pubblico ha smesso di funzionare, bloccando pendolari e viaggiatori.
Le immagini televisive hanno mostrato manifestanti accovacciati su binari ferroviari negli stati di Orissa e Bengala occidentale. Più di 20 manifestanti sono stati arrestati dopo che hanno danneggiato due bus nel Bengala occidentale, riporta Channel News Asia.
Il ministro dell’Energia, Piyush Goyal, ha detto che lo sciopero non ha avuto alcun impatto sulle forniture di carbone in quanto non c’era «nessuna carenza di carbone in tutto il paese». Secondo l’ultimo bilancio, il governo mira ad aumentarlo di circa 560 miliardi di rupie, attraverso una serie di privatizzazioni nel 2016-17 e la chiusura di alcune aziende statali, dopo che le perdite hanno superato i 4 miliardi di dollari nel 2015.