INDIA. Scontri a fuoco al confine del Kashmir col Pakistan

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Truppe indiane e pakistane si sono scambiate pesante fuoco d’artiglieria per il quarto giorno, lungo il confine internazionale in Kashmir. Secondo quanto riporta il Rénmín Rìbào (Quotidiano del Popolo): «Le truppe pakistane hanno nuovamente violato il cessate il fuoco, sparando colpi di mortaio e di artiglieria nel settore Arnia lungo il confine. I bombardamenti mirati contro le posizioni indiane e le zone civili sono iniziati intorno alle 21.00 (ora locale) e da allora sono continuati a intermittenza». Secondo i funzionari della polizia indiana, le guardie di frontiera hanno risposto al fuoco per diverse ore.

Secondo i servizi militari pakistani, due civili sono stati uccisi e altri quattro feriti a causa di colpi di arma da fuoco sparati dal lato indiano. Lo scontro a fuoco ha scatenato il panico tra i residenti di entrambe le parti del confine e ha creato fughe dai centri abitati coinvolti. Le notizie della polizia riportano che quasi 50 mila civili dei villaggi pakistani del Sialkot hanno abbandonato le loro case dopo il fuoco indiano; nel settore Arnia, ha danneggiato più di 50 case. I residenti dei villaggi circostanti, Sei Khurd, Nikowal, Jabowal, Allah, Treva, ecc. hanno vissuto simili esperienze.

Il 15 settembre scorso negli scontri è morta una guardia di frontiera indiana e quest’anno sono stati registrati oltre 300 casi di violazioni del cessate il fuoco, riportano le autorità indiane. Nel 2017, si è registrato un aumento delle schermaglie sul confine tra i due paesi, sia civili che militari, con conseguente spostamento dei residenti dalle zone di frontiera. Sia Nuova Delhi che Islamabad si accusano reciprocamente di aver fatto usato le armi e di aver violato gli accordi di cessate il fuoco del 2003; entrambe le parti sostengono che le loro truppe hanno dato una risposta adeguata. Il Kashmir è la regione himalayana divisa tra India e Pakistan, e dalla loro indipendenza dalla Gran Bretagna, i due paesi hanno combattuto tre guerre, di cui due esclusivamente contro il Kashmir.

Maddalena Ingrao