INDIA. Potrebbe riaprirsi la crisi dei crediti inesigibili

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La commissione parlamentare per le finanze indiana ha sostenuto le richieste del governo di Nuova Delhi per un allentamento dei requisiti patrimoniali richiesti alle banche, nonostante gli avvertimenti che una tale mossa potrebbe portare ad un’ulteriore esplosione di crediti inesigibili.

La Reserve Bank of India, RBI, riporta Asia Times, ha già escluso qualsiasi diluizione del coefficiente minimo di capitale al rischio ponderato, Crar, del 9%, anche se a novembre 2018 ha deciso di rinviare a marzo di quest’anno l’attuazione dell’ultima fase di un buffer di conservazione del capitale del 2,5% per le banche. Il governo del primo Ministro Narendra Modi sostiene che il Crar, che è superiore dell’1% rispetto al requisito globale di Basilea III, dovrebbe essere alleggerito per incoraggiare un maggior numero di prestiti e ridurre l’onere della spesa pubblica. La commissione per le finanze ha concordato in una relazione presentata il 3 gennaio al Parlamento indiano: «Tali norme così severe stipulate dalla Rbi per le nostre banche (…) è irrealistico e ingiustificato», si legge nella relazione, aggiungendo che le regole di Basilea III si applicano solo alle banche con operazioni globali. Nove banche del settore pubblico: Banca Centrale dell’India, Andhra Bank, Oriental Bank of Commerce, Corporation Bank, Vijaya Bank, Bank of Maharashtra, Dena Bank, United Bank of India e Punjab e Sind Bank, non rientrano in questa categoria.

Se si rinunciasse alle regole per queste banche, il loro prestito crescerebbe del 51% e il reddito da interessi salirebbe di 500 milioni di rupie all’anno, evitando la necessità di ulteriori apporti di capitale governativo, ha aggiunto il comitato parlamentare indiano, secondo quanto riporta Press Trust of India.

Le agenzie di rating hanno avvertito che qualsiasi diluizione delle norme patrimoniali per le banche sarebbe controproducente, in quanto potrebbe compromettere gli sforzi per ridurre il livello dei crediti inesigibili. Nella relazione si sollevano anche preoccupazioni sulla continua autonomia della Rbi, che è stata messa sotto pressione dal governo per mesi, dopo aver rifiutato di piegarsi alle sue richieste. Il comitato parlamentare ha anche esortato il governo ad esaminare diverse questioni sulla responsabilità della Rbi nel suo ruolo di regolatore bancario, in particolare per la gestione delle frodi.

Lucia Giannini