INDIA. Pechino ha fortificato l’altopiano del Dokhlam

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Nuove immagini satellitari hanno rivelato che la Cina sta costruendo un enorme complesso militare a pochi chilometri dal sito dello stallo con le forze armate indiane durato 10 settimane nell’altopiano del Doklam durante il 2017.

Le nuove foto rivelano che il complesso dell’Esercito di Liberazione del Popolo si trova a pochi km a est di dal luogo in cui si accamparono le forze indiane durante lo stallo. Si vedono trincee, caserme e eliporti, nonché quelle che sembrano postazioni per artiglieria non occupate da armi pesanti.

Inoltre, si possono notare truppe cinesi e veicoli corazzati in zona, compreso un reggimento meccanizzato con veicoli da combattimento Zbl-09, che possono essere equipaggiati con obici e armi anti-aeree.

Il capo di stato maggiore dell’esercito indiano Bipin Rawat ha detto: «Per quanto riguarda il Doklam, i soldati del Pla sono presenti in una parte della zona, anche se in misura minore rispetto a periodi precedenti. Hanno realizzato alcuni progetti di sviluppo infrastrutturale, per lo più temporanei», riporta Sputnik.

Rawat ha aggiunto che era possibile che l’impianto servisse semplicemente a proteggere le attrezzature militari cinesi dall’inverno tibetano· «Anche se le truppe cinesi tornassero e le infrastrutture rimanessero, nessuno sa se torneranno a Doklam, o se, a causa degli inverni, non potranno prendere le loro attrezzature. Ma siamo anche noi lì, quindi, nel caso in cui venissero, li affronteremo».

L’altopiano di Doklam è divenuto uno dei più importanti siti geopolitici del mondo in una notte, quando il 16 giugno sono arrivati soldati e operai edili del Pla per costruire una strada attraverso l’altopiano.

Pechino chiama la regione “Donglang” e sostiene che si tratta di territorio tibetano e come tale, la Cina ha il diritto di costruire ciò che vuole. Il Bhutan ha protestato contro la presenza della Cina e l’India è intervenuta dispiegando truppe nel territorio contestato.

Per 10 settimane, Pla e esercito indiano si sono fronteggiati a poche centinaia di metri le une dalle altre. Entrambe le nazioni hanno ritirato le loro truppe di nuovo il 28 agosto dopo negoziati tra le due potenze.

 Luigi Medici