INDIA. Nuova Delhi vuole controllare l’informazione on line. I giornalisti protestano

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I giornalisti indiani si oppongono all’iniziativa di regolamentare i media online. Si teme che l’iniziativa del ministero dell’Informazione e della Radiodiffusione di regolamentare le notizie e i contenuti on line possa ledere la libertà di espressione e il dissenso.

Si tratta del secondo scontro tra i media e il ministero dell’Informazione e della Radiodiffusione nell’arco di un mese. All’inizio di aprile, il ministero ha inviato una circolare che diceva che l’accreditamento dei giornalisti sarebbe stato annullato se si fosse scoperto che hanno diffuso notizie false. Il 5 aprile, tuttavia, la cancelleria ha disposto il ritiro della circolare.

Un gruppo di oltre 100 giornalisti e professionisti dei media indiani ha unito le forze per esprimere le proprie preoccupazioni in merito al piano del Ministero, riporta Asia Times. Ritengono che l’iniziativa del Ministero di regolamentare i media online e i relativi contenuti potrebbe minare la libertà di espressione individuale e portare a diffusi abusi e alla soppressione del dissenso politico da parte del governo.

Il Ministero indiano ha ordinato il mese scorso di costituire un comitato che creerà un quadro normativo per i portali di notizie online. Tra l’altro, il comitato dovrebbe «delineare la sfera della diffusione delle informazioni online che deve essere disciplinata, secondo le linee applicabili alla stampa e ai mezzi di comunicazione elettronici».

Il gruppo di giornalisti ha scritto al ministro dell’Informazione e della Radiodiffusione Smriti Irani esprimendo la preoccupazione che «alcuni temi come la regolamentazione delle licenze e dei contenuti, potrebbe avere un impatto drastico su un mezzo che è ampiamente accreditato per rendere il panorama dei media e dell’informazione più aperto e democratico in tutto il mondo»

I giornalisti sostengono che «anche una lettura sommaria della legge sull’informazione rivelerebbe che tutti i contenuti rientrano nel suo campo di applicazione». Hanno affermato che l’Information Technology Act non solo stabilisce linee guida, ma comprende anche forti sanzioni per i trasgressori delle norme sui contenuti. Persino il codice penale indiano contiene linee guida per la condivisione dei contenuti, che comprende i contenuti condivisi su Internet.

I giornalisti sostengono che «gran parte del contenuto online è confermato dalla necessità di un individuo di esprimere opinioni e di esercitare la libertà artistica, tutelata dall’articolo 19 della Costituzione indiana» e che il regolamento sui contenuti di internet «pregiudica la libertà di espressione del singolo cittadino».

Antonio Albanese