INDIA. Nuova Delhi minaccia rappresaglie militari per la condanna a morte di Jadhav

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Il ministro degli Esteri indiano Sushma Swaraj ha assicurato che New Delhi avrebbe agito da sola per salvare Kulbhushan Jadhav, spia indiana condannata a morte in Pakistan, secondo i media indiani.

Swaraj ha avvertito il Pakistan dicendo: «Vorrei mettere in guardia il governo pakistano a considerare le conseguenze per il nostro rapporto bilaterale, se si procede su questa materia (…) La nostra posizione è molto chiara, non ci sono prove di reato da parte Kulbhushan Jadhav (…) Questo è un omicidio premeditato» ha detto il ministro davanti al parlamento indiano riferendosi alla condanna a morte per la spia indiana comminata da una Corte marziale pakistana il 10 aprile.

Swaraj ha assicurato i parlamentari che il governo non si sarebbe fermato al garantire a Jadhav i migliori avvocati, ma sarebbe «scesa in strada per salvarlo». Swaraj ha detto che intendono parlare direttamente con il presidente pakistano.

Swaraj, ha affermato che: «Jadhav stava facendo affari in Iran ed è stato rapito e portato in Pakistan. Abbiamo cercato contatti consolari, ma sono stati negati (…) È innocente. Il Pakistan cerca attraverso di lui di denigrare l’India per nascondere il proprio ruolo terroristico».

Alla camera bassa del parlamento indiano, il Lok Sabha, ha parlato ministro dell’Interno Rajnath Singh, ha detto: «La condanno come un atto illegale contro le norme dello stato di diritto e le convenzioni internazionali (…) Qualunque cosa deve essere fatta dal governo per rendere giustizia a Kulbhushan».

Kulbhushan Jadhav è stato arrestato il 3 marzo 2016, attraverso un’operazione di contro-intelligence nella zona Mashkel del Balochistan per il suo coinvolgimento in attività di spionaggio e di sabotaggio contro il Pakistan, ha reso noto l’Isi, ripreso da Dawn.

Jadhav avrebbe confessato di essere stato incaricato dall’agenzia di spionaggio indiano di pianificare, coordinare ed organizzare attività di spionaggio e sabotaggio per ostacolare le forze dell’ordine in Balochistan e a Karach.

Dopo l’annuncio della condanna, l’India ha convocato l’Alto Commissario del Pakistan a Nuova Delhi Abdul Basit per chiarimenti.

Maddalena Ingrao