Operazione antiterrorismo India -Myanmar

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INDIA – Nuova Delhi 09/06/2015. Come risposta all’agguato di Manipur del 4 giugno in cui sono morti 18 soldati, l’esercito indiano il 9 giugno ha lanciato una serie di operazioni lungo il confine tra India e Myanmar uccidendo diversi militanti coinvolti nell’agguato.

Le operazioni sono state condotte in coordinamento con il Myanmar attraverso scambi d’intelligence, ha detto il vice direttore Generale per le operazioni militari, Gen. Ranbir Singh, riporta l’agenzia Sarkaritel. «Abbiamo ricevuto credibili informazioni su ulteriori attacchi programmati da alcuni gruppi coinvolti in attacchi precedenti», ha detto, aggiungendo che: «in vista della minaccia imminente, una risposta immediata è stata necessaria (…) Sulla base dell’intelligence raccolta, abbiamo condotto operazioni tese a contrastare queste aggressioni. Questa mattina, l’esercito indiano ha impegnato due distinti gruppi di insorti lungo il confine tra India e Myanmar in due luoghi al confine: Nagaland e Manipur.
Singh, in conferenza stampa, non ha rilasciato ulteriori dettagli sulle perdite tra i terroristi. Il National Socialist Council of Nagaland-Khaplang ha rivendicato la responsabilità per le uccisioni insieme alla Kanglei Yawol Kanna Lup (Kykl) e il Partito Comunista Kangleipak ​​(Kcp), riuniti nello United Liberation Front of West South East Asia (Unlfw).
I militanti erano poi passati in Myanmar.
L’India condivide con il Myanmar un confine di 1643 chilometri, ed esiste un regime di “libera circolazione” fino a 16 km su entrambi i lati.