INDIA. Modi prova a bloccare il divorzio islamico

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Il tentativo dell’India di porre fine alla pratica musulmana del “Triple talaq” è stato accolto con opinioni divise, dopo che la camera bassa del parlamento del paese ha approvato una legge che lo rende un reato punibile con pene fino a tre anni di prigione. Stando a quanto riporta Efe, il Triple talaq «si riferisce alla pratica di permettere ad un marito di porre fine ad un matrimonio unilateralmente e istantaneamente ripetendo la parola “talaq”, che significa” divorzio “, tre volte», una pratica che colpisce circa il 67 per cento delle donne musulmane divorziate in India. Inoltre, il marito non aveva bisogno di essere fisicamente presente e poteva dire le parole attraverso una telefonata, una lettera, o anche attraverso Facebook o Whatsapp.

Il disegno di legge sulle donne musulmane, sulla protezione dei diritti sul matrimonio, del 2017 è stato approvato la scorsa settimana dal Lok Sabha, dove il primo ministro indiano Narendra Modi, e il suo partito indù Bharatiya Janta, che ha sostenuto l’iniziativa, ha la maggioranza. Si prevede che la legge venga presentata al Rajya Sabha, la camera alta, questa settimana per la sua approvazione finale. Nell’agosto 2011, la Corte suprema indiana aveva dichiarato incostituzionale questa pratica, che riguarda i 180 milioni di musulmani che vivono in India, un paese laico a maggioranza indù con circa 1,21 miliardi di abitanti. Una corte composta da cinque giudici, ciascuno di fede diversa – Induismo, Islam, Sikhismo, Cristianesimo e Zoroastrianismo – e comprendente il Presidente della Corte suprema dell’India, Jagdish Singh Khehar, ha dichiarato infatti che questa forma di divorzio va contro la Costituzione dell’India.

Tuttavia, il verdetto era privo del consenso assoluto, in quanto due giudici erano dell’opinione che il triplo talaq fosse valido ai sensi della legge personale musulmana, una legge del 1937 che tratta questioni personali specifiche della religione. Il principale partito di opposizione, il Congresso nazionale indiano, ha anche espresso le sue riserve sulla legge elaborata dal BJP, sostenendo che la criminalizzazione della pratica potrebbe mettere una donna in una posizione di vulnerabilità.

La posizione dell’opposizione sulla questione può complicare l’approvazione del disegno di legge nel Rajya Sabha, dove il BJP e i suoi alleati non godono della maggioranza che hanno nel Lok Sabha.

Maddalena Ingroia