INDIA. Missili israeliani per Nuova Delhi

70

Nel tentativo di accelerare la revisione del suo obsoleto sistema di difesa aerea, il governo indiano ha approvato uno stanziamento di 2,6 miliardi di dollari per l’acquisizione di sistemi missilistici terra aria a medio raggio da Israele. Secondo quanto riporta Global Security, l’acquisizione sarà in lena con i progetti Lrsam e Mrsam attualmente in corso per la marina e l’esercito indiano con Israele. Il sistema è stato sviluppato congiuntamente da India e Israele e intercetterà minacce aeree con portata fino a 70 chilometri, l’esercito indiano inizierà a ricevere il sistema missilistico dal 2023. È prevista la fornitura di 40 unità di lancio e oltre 200 missili alle forze armate indiane.

Il progetto sarà completato in India, sotto la guida della Defence Organization Development Research e la Bharat Dynamics lo produrrà, mentre aziende private, come Tata Power Sed e Larson & Turbo forniranno la componentistica missilistico.

Per i sistemi missilistici a lungo raggio, Nuova Delhi sta trattando con la Russia per la fornitura di S-400; mentre era scoperta di fatto con la protezione a medio raggio, portata le cui minacce sono molto più diffuse e concrete, riporta Sputnik, coprendo tatticamente diverse esigenze operative.

La difesa aerea dell’India ha ricevuto una grave e pesante battuta d’arresto nel recente passato, quando non si sono avute altre importanti acquisizioni ad eccezione dei sistemi missilistici a corto raggio, Akash (nella foto).

Il sistema missilistico Mrasm (Medium Range Air Surface Missile) sarà una componente importante della dottrina della difesa indiana denominata “Cold Start”. La “Cold Start” è considerata un dottrina difensiva di rappresaglia lungo il confine occidentale attraverso la quale le forze armate indiane possono colpire bersagli specifici dei nemici in un raggio limitato. L’esercito indiano era intenzionato da tempo ad avere sistemi Mrsam per difendere le proprie formazioni meccanizzate che operano nelle pianure e nelle regioni desertiche del paese.

Lucia Giannini