Le leggi coloniali dell’India

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INDIA – Nuova Delhi 13/03/2016. Nella legislazione indiana sono presenti numerose leggi ormai obsolete ma ancora valide che interferiscono con la modernizzazione del paese.

Un articolo comparso su The Hindu analizza gli anacronismo e le strumentalizzazioni che ne vengono fatte. Quando gli inglesi lasciarono l’India nel 1947, si lasciarono alle spalle un paese diviso in due e centinaia di leggi che oggi sono obsolete, ma in molti casi ancora in vigore e suscettibili di essere oggetto di abuso. Per esempio, la legge sulla sedizione di epoca britannica, è stata spesso utilizzata per mettere a tacere i critici e la disciplina nel paese. Proprio come la legge sulla sedizione, ci sono oltre 2.000 leggi a livello centrale, cascami del passato coloniale dell’India, sopravvissute a causa del lungo processo di identificazione e della mancanza di volontà politica nell’abrogarle.
Nel 2014, il Centro Vidhi, insieme con il Centro per la società civile e l’Istituto Nazionale per la finanza pubblica e la politica, si avvicinò alla materia, riporta the Hindu, con uno studio su circa un centinaio le leggi che avrebbero dovuto essere eliminate. La Costituzione indiana dice che tutte le leggi in vigore immediatamente prima del sua entrata in vigore continuano ad esserlo fino a quando non saranno modificate o abrogate. Vige, come in Italia con le leggi del Regno e Decreti Luogotenenziali, il principio della continuità giuridica e giurisprudenziale per garantire la certezza del diritto ai cittadini indiani. L’India ha vari enti, tra cui la Commissione sulla legge indiana, stabiliti dal governo, principalmente composti da esperti legali che dovrebbero riformare le complicate, e spesso disperse e contraddittorie, leggi del paese. ma spesso lo studio è fine a se stesso.
Il governo di Narendra Modi è salito al potere nel 2014, promettendo di eliminare 987 leggi trovate obsolete, ma la promessa è rimasta tale. Ad agosto 2014, il parlamento ha modificato 36 leggi, solo quattro in maniera sostanziale per i restanti 32 si trattava di modifiche dovute ad altre leggi; e a dicembre 2015 ne sono state abrogate altre 90. A luglio 2015, ben 295 regolamenti, di cui 95 leggi, sono stati presentati davanti al parlamento, ma devono ancora essere eliminati, lasciando al governo di Modi l’effimero successo di aver abrogato solo quattro leggi sostanziali finora. L’altro canale per abbattere le leggi obsolete è attraverso i tribunali, in particolare attraverso la Corte suprema. I tribunali, per l’India che segue la Common Law, possono determinare se una legge sia o meno in contrasto con lo spirito della Costituzione o sia irrilevanti.