INDIA. La demonetizzazione chirurgica di Modi

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Il 7 febbraio il primo ministro indiano Narendra Modi ha difeso con forza la decisione del suo governo di vietare la circolazione delle banconote di alto valore, dicendo che era il passo giusto preso al momento giusto per liberare l’economia indiana dall’evasione fiscale e dal denaro nero.

Modi, parlando nel Lok Sabha, la Camera del Popolo (nella foto), ha sminuito le proteste dell’opposizione contro la decisione dell’8 novembre 2016, di mettere fuori corso le banconote da 500 e 1000 rupie; fato che ha portato a un enorme crisi di valuta nel paese, riporta Sarkaritel.

Modi ha paragonato la sua decisione con la chirurgia condotta sul corpo umano: «Quando si può fare un intervento? Quando il corpo è sano. Per la demonetizzazione, una buona economia era necessaria e questo era il tempo giusto. La nostra economia stava andando bene e la nostra decisione è stata presa al momento giusto», ha detto Modi.

«La decisione è stata calcolata. La decisione è stata presa dopo Diwali quando il commercio in tutto il paese era alto» ha detto il premier indiano, aggiungendo che la decisione equivaleva quella per tenere pulita l’India, la missione Swachh Bharat, per pulire l’economia dalla ricchezza illecita accumulata dall’elusione fiscale.

«Come Swachh Bharat, la decisione sulla demonetizzazione è un movimento per pulire l’India dalla corruzione e dal denaro nero», ha detto Modi.

Ha poi detto di essere a conoscenza dei rischi politici, ma ha aggiunto: «Io non sono preoccupato per le elezioni (…) Sono preoccupato per il mio paese», ha detto, invitando l’opposizione «ad aderire alla corrente principale e di contribuire allo sviluppo del Paese».

Modi ha poi dato una botta al Vice Presidente del Congresso Rahul Gandhi per la sua campagna su presunti illeciti di corruzione per Modi: «Eravamo pronti per la discussione, ma invece di discussione dell’opposizione era più preoccupato di andare in Tv».

Salutando la sua decisione di formare una squadra investigativa speciale per riportare in patria il denaro nero nascosto nelle banche estere, Modi ha detto: «La Corte Suprema ha detto il 26 marzo, 2014, che dal 1947 nessuno ha pensato di riportare il denaro sporco dai paesi stranieri».

Tommaso dal Passo