Ancora morti nel Kashmir indiano

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INDIA – Pulwama 08/02/2016. Migliaia di persone hanno partecipato ai funerali tenutisi il 7 febbraio a Pulwama, nel Kashmir indiano, di un militante ucciso dalle forze di sicurezza.

I musulmani kashmiri hanno portato il corpo di Syed Mufeed Bashir, noto anche come Raqib, militante di Hizb-ul-Mujahidin per le strade della città. Raqib era stato ucciso il 6 febbraio in un conflitto a fuoco con le forze di sicurezza nel villaggio di Gundpora. Stando a quanto riprovato dal sito Greater Kashmir, Raqib aveva disertato dalle forze di polizia a novembre 2015. La polizia ha reso nota la dinamica degli eventi a Gundpora: «Bloccati gli ingressi al villaggio, I militanti nel paese hanno lanciato una granata contro le forze, iniziando un conflitto a fuoco. Durante gli scambio di colpi, un militante è stato ucciso». Grandi proteste si sono svolte nella città natale del militante ucciso dopo che la notizia della sua morte si è diffusa nella zona e simili proteste si sono svolte in altri villaggi adiacenti. Il 5 febbraio erano scoppiate altre proteste al di fuori della moschea principale di Srinagar, la Jamia Masjid, con i manifestanti che avevano iniziato una sassaiola contro la polizia e i soldati indiani, chiedendo la restituzione dei corpi di tre militanti uccisi in scontri armati il ​​giorno prima. Il conflitto tra i ribelli del Kashmir e il governo indiano dura da più di sessant’anni, ha fatto più di 70mila morti e circa 8mila dispersi, secondo i gruppi locali per i diritti umani. La situazione nerl Kashmir resta tesa.