INDIA. Grave crisi idrica all’orizzonte

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Una grave crisi idrica si sta concretizzando in tutta l’India urbana e rurale. In alcune parti del paese, le aziende chiedono ai loro dipendenti di lavorare da casa perché hanno esaurito l’acqua.Tuttavia, anche se la maggior parte dell’India è senz’acqua, il governo indiano ha definito gli allarmi come «pubblicità mediatica».

Il ministro dell’Energia idrica Gajendra Singh Shekhawat, riporta Asia Times, ha affermato che i rapporti sulla crisi idrica sono esagerati. «A Himachal e in altre aree, c’è abbastanza acqua nelle dighe e nei bacini idrici. La crisi idrica non è così grave come l’allarme creato dai media», ha detto. 

Un’analisi dei livelli dell’acqua in 91 serbatoi in tutta l’India al 15 giugno ha mostrato che in 85 di essi, il livello dell’acqua è inferiore al 40% della capacità e nel 65 è inferiore al 20%. Solo due delle 17 dighe del Maharashtra detengono più del 25% della capacità idrica e sette sono allo 0%.

Nel frattempo, le aziende private di informatica della città di Chennai, la capitale dello stato indiano meridionale del Tamil Nadu, hanno chiesto ai loro dipendenti di lavorare da casa fino a quando le aziende non troveranno il modo di gestire la scarsità d’acqua.

Mentre Chennai ha alcuni impianti di desalinizzazione lungo la costa del mare, in nessuna parte del paese si riesce a far fronte alla scarsità d’acqua. I centri commerciali hanno iniziato a razionare l’acqua e i ristoranti hanno abbreviato gli orari di lavoro. Assicurare l’acqua è stato motivo di proteste in diverse città che hanno causato persino violenti scontri e alla morte di un attivista.

A maggio, il governo centrale ha inviato un “avviso di siccità” agli stati di Maharashtra, Gujarat, Karnataka, Andhra Pradesh, Telangana e Tamil Nadu, chiedendo loro di usare l’acqua con giudizio.

L’avviso è stato emesso dopo che lo stoccaggio dell’acqua nelle dighe è arrivato ad un livello “critico”. I livelli di riserva idrica in tutti gli stati delle regioni meridionali e occidentali sono significativamente inferiori alla media decennale, che è considerata livello “normale”.  

Tommaso dal Passo