GCC: in attesa delle scelte di Mumbai

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EMIRATI ARABI UNITI – Dubai. 07/06/14. Il Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC) ha deciso di guardare verso l’India. Gli Stati Uniti ultimamente creano più preoccupazione che altro. L’Europa non ha soldi da spendere mentre l’India è un mercato in espansione. Non solo, secondo la testata Gulf News, l’India a differenza, degli USA non interferisce nella politica economico – militare del Golfo.

Quindi un’alleanza strategica con l’India va proprio considerata. Il GCC può e deve utilizzare a proprio vantaggio gli interessi comuni tra India e Stati Uniti per rafforzare ulteriormente la stabilità nella regione e proteggere le rotte di transito del petrolio.
Gli stati del GCC vendono il 50 per cento del loro petrolio in India, mentre il Qatar è il più grande fornitore di gas dell’India. Oggi, il GCC è il più grande partner commerciale dell’India con una stima di 120 miliardi dollari (Dh441.36 miliardi di euro) del valore degli scambi. L’India è attualmente il secondo paese più popoloso al mondo dopo la Cina e mentre la sua popolazione continua a crescere insieme con il suo immenso mercato, così anche il bisogno di India di mantenere una fornitura stabile, costante e crescente di energia. Ulteriore vantaggio per il GCC.
Tra i nodi da sciogliere per l’idillio, le relazioni con l’Iran. Il rapporto attuale tra l’Iran e l’India può essere visto come cordiale – considerando le vaste riserve energetiche iraniane, è naturale per l’India voglia mantenere una scarpa in Iran. Anche se, le sanzioni occidentali contro l’Iran hanno reso difficile per l’India sfruttare appieno le opportunità del mercato. L’Iran però a differenza dei Paesi del Golfo non ha sempre mantenuto la parola data e soprattutto ha lasciato l’India con il cerino in mano quando questa volva dare vita alle centrali nucleari. L’Iran secondo la testata continua a finanziare atti di sabotaggio e terroristici contro il GCC e quindi una possibile alleanza India-Iran potrebbe infastidire i Paesi del Golfo al punto di voler aumentare notevolmente i prezzi dell’energia. Quello che il GCC si aspetta dall’India è invece un ruolo di mediatore tra GCC e Teheran.
Paesi del GCC e non sono in attesa di capire quale sarà la politica estera del nuovo primo ministro, che per ora è stata molto vaga.
Il partito Bharatiya Janata Party (BJP) è tornato al potere con Narendra Modi, nuovo Primo Ministro. Qualcuno ha ipotizzato che i rapporti con i musulmani saranno un ostacolo. Altri dicono che la realpolitik prevarrà e quindi il nuovo primo ministro scenderà a patti con il Consiglio. La nuova amministrazione ha già fatto alcuni passi positivi, in primo luogo ha invitato il Primo Ministro del Pakistan Nawaz Sharif all’inaugurazione di Modi e anche assicurando la popolazione musulmana, che non sarebbero stati presi di mira da forme di discriminazione.
Ma continua a preoccupare l’instabilità ai confini dell’India e quindi di riflesso, internamente all’India. La crescente insicurezza nella zona circostante India, Medio Oriente, arabo e oceani Indiano richiede un livello molto più elevato di cooperazione su questioni importanti come la pirateria, il terrorismo, il terrorismo marittimo e la sicurezza delle linee di alimentazione energetica. Sia il GCC e India hanno bisogno di lavorare insieme; gli Stati del Golfo sarebbero interessati a una presenza indiana che enfatizza la stabilità, la cooperazione economica e militare. Va osservato che l’India nel prossimo futuro non ha intenzione di sostituire l’impegno militare degli Stati Uniti nella regione. Uno scenario più probabile sarà una qualche forma di un / accordo di condivisione del potere degli oneri tra il GCC, India e Stati Uniti.