INDIA. Finanziamento al terrorismo crollato con la demonetizzazione

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di Lucia Giannini INDIA – Nuova Delhi 09/01/2017. Il traffico degli agenti dell’hawala in India è sceso quasi della metà nel periodo successivo alla demonetizzazione. Il dato deriva da un recente rapporto dell’intelligence indiana, secondo cui i pagamenti hawala sono tradizionalmente in contanti, con banconote da 500 e 1.000 rupie.
La demonetizzazione di queste banconote, iniziata il 9 novembre, ha gravemente colpito gli operatori hawala, e funzionando ora solo con il traffico delle chiamate, la loro attività è calata del 50%, riporta Times of India.
Il finanziamento al terrorismo per lo più proviene da denaro falso che, secondo le agenzie indiane, verrebbe stampato dagli stabilimenti poligrafici pakistani a Quetta e a Karachi.
Da questo fatto e dal calo delle transazioni hawala, la demonetizzazione ha prosciugato i fondi utilizzati per l’insurrezione nel Kashmir e per altre insorgenze.
I servizi segreti sostengono che il terrorismo in Jammu e Kashmir è diminuito del 60% dopo il ritiro dalla circolazione delle banconote, poiché una delle prime vittime del ritiro dalla circolazione è stata proprio la rete di appoggio ai terroristi. Altri effetti positivi registrati, secondo l’intelligence di Nuova Delhi, sarebbe il forte calo della corruzione e il crollo dei prezzi nel mercato immobiliare artificialmente distorti specialmente in Kashmir.
L’impatto del ritiro delle banconote è ancora più pronunciato nelle zone colpite dall’estremismo di sinistra dato che la maggior parte del loro reddito annuo deriva dell’estorsione si tiene in contanti, come sta accadendo all’insurrezione armata di ispirazione maoista, Cpi, che avrebbe difficoltà a finanziare le sue attività.