INDIA. Aumenta l’inflazione al dettaglio: rischio contrazione dei consumi

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L’inflazione indiana al dettaglio, basata sull’indice dei prezzi al consumo, è salita per l’ottavo mese consecutivo a settembre al 3,99%, il più alto dal luglio 2018. Tuttavia, continua a rimanere nella zona di benessere concordata dal governo nazionale e dalla Reserve Bank of India nel 2016, che è del 4%, con un’oscillazione del 2% in entrambe le direzioni.

Secondo i dati forniti dal ministero delle Statistiche e dell’implementazione del programma, il livello di inflazione al dettaglio è stato stimolato principalmente dall’inflazione alimentare, che è quasi raddoppiata al 5,1%, contro il 2,99% di agosto. Si tratta del livello più alto dall’agosto 2016. 

I prezzi di carne, pesce e verdura sono aumentati e hanno creato problemi ai consumatori. I prezzi delle verdure sono saliti di oltre il 15% durante il mese, mentre i prezzi della carne e del pesce sono aumentati del 10,3%. Anche i prezzi delle cipolle sono saliti e il governo ha dovuto vietare le esportazioni per stabilizzarne i costi, riporta Asia Times.

I prezzi della carne e del pesce sono stati alti, nonostante il fatto che molte persone, soprattutto indù, si siano astenute dal mangiare pesce e carne durante il Navratri, svoltosi a settembre. L’inflazione al dettaglio nelle aree urbane è passata dal 4,49% al 4,78%, mentre nelle zone rurali è passata dal 2,25% al 3,24% in agosto. Si prevede che rimarrà elevata perché la stagione dei monsoni non è ancora finita e questo dovrebbe influire sulla produzione agricola.

Un tasso di inflazione al dettaglio più elevato potrebbe significare o una ripresa della domanda dei consumatori o un basso livello di offerta. Ma in settembre l’indice dei prezzi all’ingrosso, o tasso di inflazione dei produttori, è diminuito. Ciò significa che i produttori non ricevono un sostegno sufficiente per aumentare la produzione. L’indice dei prezzi all’ingrosso si è attestato allo 0,33% nel mese di settembre, contro l’1,08% in agosto.

Sulla base dell’andamento di questo tasso, il Comitato di politica monetaria ha chiesto una riduzione dei tassi d’interesse a dicembre. La Rbi ha mantenuto l’inflazione dei prezzi al consumo prevista per la seconda metà dell’esercizio 2019-20 al 3,5%-3,7%.

Maddalena Ingrao